Palermo 18 settembre 2022 – Il 22 la Cgil Palermo terrà la sua assemblea generale sul tema del carovita, che sta erodendo il potere d’acquisto dei salari di lavoratori e pensionati. Al centro dell’attenzione dell’assemblea che si aprirà alle 9 alla camera del lavoro con la relazione del segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo i numeri importanti e impietosi che fanno di Palermo una città non in crisi ma letteralmente “in ginocchio”, per precise responsabilità politiche. A partire da un dato: a Palermo, il costo della vita accelera e supera la media nazionale. Ad agosto l’inflazione nella città di Palermo è salita del 3,9 per cento rispetto ad agosto 2025, contro una media nazionale del 3,3 per cento.

Il carovita è concentrato sulla spesa quotidiana, cioè i prodotti ad alta frequenza di acquisto come cibo, carburanti, ristoranti, che segnano un 4,6 per cento di aumento annuo.

L’idea della Cgil Palermo è quella di organizzare a breve sul tema una mobilitazione in città, che si connetterà alla manifestazione nazionale del 17 ottobre della Via Maestra a Roma, la rete di cui fanno parte la Cgil e oltre un centinaio di associazioni, per un nuovo protagonismo sociale, in difesa della Costituzione e per la la pace “perché il carovita è frutto di un’economia di guerra, dell’aumento dei beni energetici, di scelte economiche e politiche ambientali dei governi sbagliate”.

“I numeri, che fanno di Palermo la città con un’inflazione che viaggia più della media nazionale, dove i redditi sono i più bassi tra quelli delle grandi città, e la vita è diventata troppo cara, saranno oggetto della riflessione con i gruppi dirigenti di tutte le categorie del sindacato – dice Mario Ridulfo – Quella che viviamo non è un’emergenza improvvisa, è il risultato di un modello fallito, che ha scaricato il peso sulle lavoratrici e sui lavoratori, sui pensionati, sui giovani. L’assemblea generale della Cgil di Palermo discute e fa propria l’analisi della condizione materiale e sociale della città e della sua provincia e ne trae un giudizio politico netto: il patto sociale è saltato”.

Una città di stipendi bassi e con la percentuale più alta di disoccupati. Nella nostra provincia si conta un tasso di disoccupazione ufficiale del 14,7 per cento con un tasso di inattività del 48 per cento. Il divario occupazionale tra uomini e donne tocca i 20,3 punti percentuali. Il dato diventa drammatico per i giovani: nella fascia 15-29 anni la disoccupazione è al 45,7 per cento con punte del 47 per cento tra i ragazzi, e al 19,2 per cento tra i 25-35 anni.

“Quasi il 30 per cento delle lavoratrici e dei lavoratori di Palermo è povero, il 20 per cento guadagna meno di mille euro al mese – continua Mario Ridulfo – In Sicilia il 70 per cento dei rapporti di lavoro è precario, solo il 20 per cento delle assunzioni è a tempo indeterminato. Sono 250 mila i lavoratori sotto la soglia di povertà. I salari sono di 6 mila euro più bassi della media nazionale e l’87 per cento guadagna meno di 30 mila euro l’anno. Una persona su due lavora con un contratto precario o pirata. Questa è la vera emergenza salariale che la Cgil denuncia da anni”.

E ancora: quasi la metà delle pensioni non supera i 500 euro. “Parliamo di pensionate e pensionati che hanno costruito questa città e che oggi vengono privati del welfare comunale – sottolinea Ridulfo – E abbiamo un tasso di Neet al 45 per cento tra i 15 e i 29 anni, il più alto d’Europa, e un tasso di disoccupazione under 35 al 28 per cento in Sicilia, con punte del 32,9 per cento a Palermo. Stiamo condannando una generazione all’esilio o all’inattività forzata”.

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