“Che i nostri figli possano avere la libertà di restare”. È questo il messaggio forte e condiviso che emerge dal manifesto contro la desertificazione sociale e la fuga dei giovani, un patto per la “ripresa demografica e lo sviluppo endogeno delle isole mediterranee”, sottoscritto ieri a Cefalù al termine del convegno “Il Patto per le Isole. Quale strategia dell’Unione Europea per il Mediterraneo?”.

La firma del documento segna l’avvio di un percorso comune all’interno di una vasta alleanza territoriale che coinvolge istituzioni civili e religiose, forze economiche e sociali, organizzazioni sindacali, scuole, università e cittadini.


Al centro del dibattito, la consapevolezza che la questione demografica non sia soltanto un problema di numeri, ma soprattutto di qualità della vita, opportunità e prospettive future.

«Questo Patto – si legge nel documento – chiama a raccolta tutte le energie vive, visibili o ancora silenziose, che rifiutano di rassegnarsi allo spopolamento delle nostre terre insulari».

Desertificazione, declino demografico, carenze infrastrutturali e difficoltà nei collegamenti sono stati alcuni dei temi affrontati durante il confronto, nel quale i partecipanti hanno discusso possibili strategie per contrastare un fenomeno che, come sottolineato nel manifesto, «sta svuotando le nostre isole».

L’incontro è stato un’occasione per analizzare la realtà attuale e individuare percorsi alternativi affinché la desertificazione sociale ed economica «non venga accettata come un destino inevitabile». Per invertire la rotta, sottolineano i firmatari, è necessario «rifiutare la rassegnazione», rigenerare il tessuto sociale sostenendo giovani e famiglie, rafforzare le reti tra istituzioni e cittadini e creare le condizioni affinché partire sia una scelta libera e non una necessità.


«Non accettiamo che tanti nostri giovani siano costretti all’emigrazione, né che la progressiva chiusura di scuole, presìdi sanitari, reti di trasporto e servizi essenziali trasformi le nostre terre – dalla Sicilia alla Sardegna, dalla Corsica alle isole del Mediterraneo orientale – in periferie abbandonate a se stesse», si legge ancora nel documento.

L’obiettivo è costruire ponti di mobilità circolare e qualificata, valorizzando il capitale umano e sottraendolo alle logiche dello sfruttamento. Un percorso fondato sulla «dignità inalienabile della persona umana» e sul principio della «sussidiarietà partecipativa».


I firmatari rivolgono infine un appello a «tutte le donne e gli uomini di buona volontà che condividono questa aspirazione: che i nostri figli possano avere la libertà di restare», invitando tutte «le popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo a intraprendere questo cammino comune».

Perché il futuro delle isole passa dalla capacità di fare rete, creare opportunità e costruire insieme un Mediterraneo più unito, inclusivo e prospero.


Il convegno “Il Patto per le Isole. Quale strategia dell’Unione Europea per il Mediterraneo?” si è svolto ieri 20 giugno 2026 a Cefalù, presso l’Hotel CostaVerde.

I lavori sono stati aperti dai saluti di S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù e delegato CESi per la Pastorale Sociale e del Lavoro, e dai contributi di S.E.R. Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, e di S.Em. Card. François-Xavier Bustillo O.F.M. Conv. 

Sono intervenuti: gli eurodeputati Marco Falcone (PPE) e Giuseppe Lupo (S&D), il prof. Vito Pipitone, Docente di Economia Politica LUMSA, il Prof. Marcantonio Ruisi, Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche UniPA, la dott.ssa Agata Aiello, Presidente regionale ACLI, il dott. Leonardo La Piana, Segretario generale Cisl Sicilia, il Geom. Croce Scelfo, Vice Presidente BCC MAdonie, il dott. Paolo Amenta, Presidente ANCI Sicilia, il maestro pasticcere Nicola Fiasconaro, il dott. Giuseppe Salvaggio, Presidente Diocesano Azione Cattolica.

Ha moderato la tavola rotonda l’avvocato Fulvio Ingaglio La Vecchia, Associazione Agostini Semper – Ex studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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