Nel corso della seduta straordinaria del Consiglio comunale di Catania, il capogruppo Mpa-Grande Sicilia, Orazio Grasso, insieme ai consiglieri Bruno Brucchieri e Simona Latino, ha richiamato l’attenzione dell’aula e della cittadinanza sulle gravi conseguenze che il passaggio del ciclone Harry ha avuto sulla Sicilia e sul territorio etneo.
“Si è trattato di un evento atmosferico eccezionale – ha dichiarato Grasso – che ha provocato danni ingenti a infrastrutture, abitazioni, attività economiche e al patrimonio costiero. Di fronte a una calamità di tale portata, ciò che è mancato non è stato soltanto un adeguato sostegno economico, ma anche un racconto corretto e rispettoso della realtà dei fatti”.
Il capogruppo autonomista ha denunciato quello che ha definito un vero e proprio linciaggio mediatico su parte della stampa nazionale. “Tra disinteresse e passerelle politiche – ha proseguito – sono intervenuti sedicenti esperti pronti a puntare il dito contro presunti fenomeni di abusivismo edilizio. Un’accusa superficiale e offensiva, rivolta anche a borghi marinari millenari che rappresentano la storia e l’identità del nostro territorio”.
“Seguendo questa logica distorta – ha aggiunto – si dovrebbe allora parlare di abusivismo anche per città come Venezia o per interi tratti costieri della Liguria, luoghi nati e cresciuti in simbiosi con il mare, non certo frutto di speculazioni recenti”.
Grasso ha inoltre evidenziato l’insufficienza delle risorse stanziate a livello nazionale: “Per tre regioni colpite sono stati previsti appena 100 milioni di euro, una cifra del tutto inadeguata rispetto all’entità dei danni. Il confronto con quanto avvenuto in Emilia-Romagna è inevitabile: lì sono stati destinati 600 milioni di euro a sostegno di imprese e cittadini e 2,8 miliardi per la ricostruzione di infrastrutture e opere di messa in sicurezza. È necessario rivendicare pari attenzione e pari diritti per i cittadini siciliani”.
Nel suo intervento, il capogruppo Mpa-Grande Sicilia ha sottolineato come questa tragedia debba rappresentare un punto di svolta: “Non possiamo limitarci a contare i danni dopo ogni emergenza. Serve una politica seria di prevenzione e di adattamento ai cambiamenti climatici. È strategico ripensare il rapporto tra città e mare, avviando un percorso di rinaturalizzazione del fronte costiero urbano. Restituire spazio alla natura, ricreare barriere naturali e adottare soluzioni basate sugli ecosistemi significa ridurre il rischio idrogeologico e contenere i danni economici causati da eventi estremi che, purtroppo, saranno sempre più frequenti”.
“La Sicilia non chiede privilegi – ha concluso Grasso – ma rispetto, verità e interventi concreti. È tempo che lo Stato dimostri con i fatti di non considerare i nostri cittadini di serie B”.
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