Interrogazione all’Ars per accelerare la messa in funzione dell’opera: “Dopo anni di attesa e fondi spesi, l’assenza di un ente gestore rischia di trasformare un’infrastruttura strategica in un nuovo fallimento per il territorio catanese”.
Sono passati quasi 15 anni dall’approvazione del progetto definitivo e allo stato attuale con l’opera quasi ultimata, non risulterebbe ancora definito con chiarezza chi si occuperà della sua gestione e manutenzione. Il collettore fognario di Aci Castello rischia di diventare un caso emblematico di paradosso amministrativo: un’infrastruttura pubblica di rilevante valore economico e ambientale potrebbe non entrare in funzione nei tempi previsti o addirittura restare inutilizzata.
A lanciare l’allarme sono Jose Marano, parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità dell’Assemblea Regionale Siciliana e Antonio Bonaccorso consigliere comunale di Acicastello.
“Ho presentato un’interrogazione al Presidente della Regione e all’assessore competente – aggiunge Marano – per chiedere se abbiano avviato o intendano avviare un confronto istituzionale con gli enti locali interessati e con i soggetti gestori del servizio idrico integrato, al fine di definire in modo chiaro e definitivo la governance dell’opera”.
“La mancata definizione della gestione – sottolinea ancora la parlamentare – evidenzia una criticità nella programmazione delle opere pubbliche, laddove la realizzazione dell’infrastruttura non è stata accompagnata da una chiara pianificazione della fase successiva di esercizio e manutenzione. Occorre individuare con tempi certi il soggetto responsabile della gestione e garantire un coordinamento efficace tra gli enti coinvolti e i gestori del servizio idrico integrato”.
“Il collettore – dichiara Antonio Maria Bonaccorso, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle ad Aci Castello – rappresenta un intervento strategico per la tutela dell’ambiente marino, per la qualità delle acque costiere e per la salvaguardia di un territorio caratterizzato da una forte vocazione turistica e paesaggistica. Non possiamo accettare che un investimento così importante per il nostro territorio si trasformi in una beffa per i cittadini che attendono da anni la sua entrata in funzione, oltre che in uno spreco inaudito di fondi pubblici”.
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