È cominciato da Ragusa Ibla il nuovo capitolo editoriale di Costanza DiQuattro. Domenica 20 settembre, nell’androne di Palazzo Arezzo di Donnafugata, la scrittrice ha presentato in anteprima La mezza, il romanzo che segna il suo passaggio da Baldini+Castoldi a La nave di Teseo. Accanto all’autrice, Carmelo Arezzo e Federica Gurrieri, per un appuntamento che ha unito la novità del libro a un luogo profondamente legato alla sua esperienza teatrale.

L’approdo al nuovo editore arriva dopo un percorso che comprende La mia casa di Montalbano (2019), Donnafugata (2020), Giuditta e il monsù (2021), Arrocco siciliano (2022) e L’ira di Dio (2024), pubblicati con Baldini+Castoldi. Una bibliografia nella quale figurano il premio Porta d’Oriente 2021 per Donnafugata e il premio Comisso 2023 per Arrocco siciliano. 


L’emozione di questo passaggio era già nelle parole con cui DiQuattro aveva annunciato l’incontro: “Stringere tra le mani La mezza, il mio ultimo libro pubblicato da La Nave di Teseo, è un’emozione unica”. Un sentimento condiviso a partire dalla propria città, in una cornice che offre anche una chiave per avvicinarsi al romanzo.

Palazzo Arezzo di Donnafugata custodisce infatti il teatro ottocentesco omonimo, che la scrittrice dirige dal 2008 insieme alla sorella Vicky. Il rapporto con il palcoscenico, coltivato anche attraverso la drammaturgia, trova nel titolo del nuovo libro un richiamo preciso: quel tempo di attesa che precede l’ingresso in scena, quando l’esposizione allo sguardo degli altri è imminente e si rimane ancora soli con se stessi. 

È questa sospensione a introdurre la vicenda di Elena. Poco prima di morire, il nonno Giovanni, il suo riferimento affettivo più sicuro, le affida un dattiloscritto conservato per anni. L’eredità prende così la forma di un racconto da attraversare: nelle pagine si nascondono segreti che riportano la protagonista alla propria infanzia e alla figura della madre Agata.


A orientare la ricerca è un oggetto apparentemente marginale, un vecchio biglietto teatrale custodito in una scatola. Da quella traccia Elena riprende un’indagine avviata molto tempo prima dal nonno. Affiorano un uomo rimasto nell’ombra, un amore mai dichiarato, una presenza discreta nella vita della madre. Il passato familiare rivela gradualmente quanto era rimasto fuori dal racconto conosciuto.

Dalla premessa narrativa emerge una domanda che riguarda il modo stesso in cui ereditiamo le storie degli altri: quanto conosciamo davvero delle persone che ci hanno cresciuti? Ricevere una memoria significa anche confrontarsi con le sue omissioni, riconoscere desideri e fragilità che il legame familiare può aver reso difficili da vedere. Per Elena, la scoperta comporta la necessità di riconsiderare ciò che credeva acquisito e di avvicinarsi alla verità attraverso la comprensione.

La “mezza” può allora essere letta come il momento in cui una nuova consapevolezza attende di diventare scelta. Il passato conserva ciò che è accaduto, ma conoscerlo diversamente può modificare il futuro di chi resta. È su questa possibilità che si affaccia il romanzo con cui Costanza DiQuattro inaugura la sua nuova stagione editoriale.

Luogo: Palazzo Donnafugata, RAGUSA, RAGUSA, SICILIA

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