RANDAZZO INAUGURA UNA NUOVA STAGIONE DELLA SANITÀ TERRITORIALE: APRE IL COMPLESSO DELL’OSPEDALE DI COMUNITÀ E DELLA CASA DI COMUNITÀ
Dalle scelte amministrative del 2022 alla realizzazione di un nuovo presidio sanitario di prossimità: un investimento sul futuro della salute e sul diritto dei cittadini a ricevere cure più vicine al territorio.
Una giornata importante per Randazzo e per l’intero comprensorio. Oggi, intorno alle ore 13, è stato inaugurato ufficialmente il complesso che ospita l’Ospedale di Comunità e la Casa di Comunità, due strutture destinate a rafforzare la sanità pubblica territoriale, rendendo più accessibili ai cittadini servizi di assistenza, prevenzione e cura.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Nino Grillo, il vicepresidente della Giunta regionale siciliana Luca Sammartino, il direttore generale dell’ASP di Catania Giuseppe Laganga Senzio, il direttore amministrativo Tamara Civello e il direttore del Distretto sanitario di Bronte Nunzio Mollica. Presenti anche numerose autorità locali e cittadini.
L’inaugurazione non rappresenta soltanto l’apertura di due nuove strutture, ma il risultato di un percorso amministrativo e istituzionale avviato alcuni anni fa, che oggi trova finalmente una concreta realizzazione.
UN PROGETTO NATO DALLE SCELTE AMMINISTRATIVE DEL 2022
La riorganizzazione della sanità territoriale costituisce uno degli obiettivi strategici del Servizio sanitario nazionale, sostenuto anche attraverso la Missione 6 – Salute del PNRR e il Decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022, che ha definito il nuovo modello delle Case e degli Ospedali di Comunità.
A Randazzo il percorso prende forma proprio nel 2022, durante l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Francesco Sgroi. Considerata la necessità di rafforzare l’offerta sanitaria del comprensorio, l’Amministrazione decise di candidare la città a ospitare uno dei nuovi Ospedali di Comunità previsti dalla programmazione regionale.
La presenza dell’ospedale a Bronte e l’assenza a Randazzo di un presidio ospedaliero tradizionale, nonostante la presenza di una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), rappresentavano elementi significativi nella valutazione delle esigenze del territorio.
Dopo le interlocuzioni con l’ASP di Catania e i sopralluoghi tecnici, venne individuato nell’immobile dell’ex Istituto Santa Caterina, già «Santa Giovanna Antida», lo spazio più idoneo ad accogliere le nuove attività sanitarie.
L’edificio necessitava di interventi di adeguamento e manutenzione, a partire dalla copertura. L’Amministrazione Sgroi scelse quindi di mettere a disposizione dell’ASP una parte dei locali, concedendoli in comodato d’uso gratuito per trent’anni, così da consentire la realizzazione e l’attivazione della struttura.
Una decisione che oggi merita di essere ricordata, perché le opere pubbliche sono spesso il risultato di percorsi che attraversano più amministrazioni e richiedono continuità istituzionale, collaborazione e capacità di guardare al futuro.
L’OSPEDALE DI COMUNITÀ: UNA STRUTTURA INTERMEDIA TRA CASA E OSPEDALE
Nel corso della cerimonia, il direttore generale dell’ASP di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, ha illustrato il significato e le funzioni delle nuove strutture, soffermandosi in particolare sul ruolo dell’Ospedale di Comunità.
Non si tratta di un ospedale tradizionale, ma di una struttura intermedia tra il domicilio e l’ospedale per acuti, destinata ai pazienti che, dopo un episodio di acuzie minore o una riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di assistenza sanitaria a bassa intensità clinica.
Sono persone che non richiedono un ricovero ospedaliero tradizionale, ma hanno bisogno di sorveglianza e assistenza infermieristica continuativa, anche durante le ore notturne, non sempre garantibili a domicilio.
Per l’Ospedale di Comunità di Randazzo sono previsti 15 posti letto, destinati proprio a rispondere a queste esigenze, favorendo cure appropriate e il successivo ritorno del paziente nel proprio ambiente familiare, quando possibile.
CASA DI COMUNITÀ: DODICI SPECIALITÀ E L’ARRIVO DELLA CARDIOLOGIA
Il direttore del Distretto sanitario di Bronte, Nunzio Mollica, ha approfondito le funzioni delle due strutture, chiarendo come Casa e Ospedale di Comunità siano realtà differenti ma complementari.
La Casa di Comunità rappresenta il punto di riferimento sanitario di prossimità, dove i cittadini possono accedere a servizi ambulatoriali, prevenzione, visite specialistiche e percorsi assistenziali, evitando che ogni necessità sanitaria debba necessariamente tradursi in un accesso ospedaliero.
Presso la struttura randazzese sono attualmente previste dodici specialità ambulatoriali:
• Diabetologia;
• Geriatria;
• Endocrinologia;
• Otorinolaringoiatria;
• Dermatologia;
• Fisiatria;
• Angiologia ed Ecocolordoppler;
• Urologia;
• Reumatologia;
• Oculistica;
• Chirurgia;
• Radiologia.
A queste si aggiungerà a breve la Cardiologia, ampliando ulteriormente l’offerta specialistica.
La presenza delle dodici specialità, insieme ai 15 posti letto dell’Ospedale di Comunità, consentirà di integrare attività ambulatoriali e assistenza continuativa, offrendo risposte a esigenze sanitarie differenti.
Un servizio che potrà diventare un importante riferimento non soltanto per Randazzo, ma anche per i comuni limitrofi, riducendo la necessità di raggiungere strutture più distanti per numerose prestazioni.
UNA CONQUISTA PER RANDAZZO E PER L’INTERO COMPRENSORIO
L’inaugurazione assume un significato particolare per una comunità che vive in un territorio dove le distanze dai principali presidi sanitari possono rappresentare un problema concreto.
Rafforzare la medicina territoriale significa investire sulla qualità della vita, sulla prevenzione e sul diritto alla salute, garantendo servizi più accessibili e una maggiore vicinanza tra cittadini e sistema sanitario.
Naturalmente, il valore effettivo delle nuove strutture si misurerà nel tempo attraverso la qualità delle prestazioni, la disponibilità del personale, la continuità dei servizi e la capacità di rispondere concretamente ai bisogni della popolazione.
La vera sfida comincia proprio adesso: trasformare l’inaugurazione in un presidio pienamente operativo, efficiente e realmente vicino alle persone.
UNA STORIA DI CONTINUITÀ ISTITUZIONALE E NUOVE PROSPETTIVE
Il 3 novembre 2026 resterà una data significativa per Randazzo. Il risultato raggiunto nasce dalla programmazione sanitaria nazionale, prende forma attraverso le scelte amministrative del 2022 e la disponibilità degli immobili, si sviluppa grazie al lavoro tecnico dell’ASP di Catania e arriva oggi all’inaugurazione con il coinvolgimento delle istituzioni regionali e locali.
È giusto riconoscere il contributo dei diversi soggetti che hanno partecipato a questo percorso, ricordando che la realizzazione delle opere pubbliche richiede spesso decisioni assunte in momenti diversi e portate avanti attraverso la collaborazione tra amministrazioni.
Per Randazzo si apre una nuova prospettiva: una sanità che non attende soltanto il cittadino nelle strutture ospedaliere, ma raggiunge il territorio con servizi più accessibili e una maggiore integrazione tra assistenza, prevenzione e cura.
Oggi non viene semplicemente inaugurato un edificio, ma consegnata alla comunità una nuova opportunità: quella di una sanità più vicina, organizzata e capace di rispondere ai bisogni delle persone.
Un traguardo importante, ma soprattutto un punto di partenza. Perché il vero successo della Casa e dell’Ospedale di Comunità si misurerà ogni giorno attraverso i servizi offerti, le cure garantite e la fiducia che sapranno conquistare tra i cittadini di Randazzo e dell’intero comprensorio.
Alfio Papa
Luogo: Via Umberto 118, RANDAZZO, CATANIA, SICILIA




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