Quattro giorni di traversata dalle ceneri vulcaniche dell’Etna ai boschi secolari dei Nebrodi, fino al mare e all’arte contemporanea della Valle dell’Halaesa. Si è concluso con successo l’EducoPress tra l’Etna, il Parco dei Nebrodi e la Valle dell’Halaesa, promosso dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, guidato da Elvira Amata, e volto a posizionare l’entroterra della Sicilia nord-orientale come meta d’eccellenza per il turismo lento, sostenibile ed esperienziale. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento strategico di una delegazione selezionata di travel e food creator e giornalisti internazionali – tra cui il padovano Daniele Cesaro (@Daniele.cc), la colombiana Luz Cristina Arias Marmol (@sicilyitalytravel), la salentina trapiantata a Torino Ludovica Trianni (@ludozadvisor), la bolognese Francesca Veronesi (@stiratiintrip), la bresciana Gloria Monastero (@gloriamonastero) e le firme del giornalismo nord-europeo Jonas Henningsson (Svezia) e Liisa Vähäkylä (Finlandia). La loro narrazione ha trasformato paesaggi, sapori e tradizioni in un racconto diffuso capace di raggiungere centinaia di migliaia di utenti e lettori in Italia e all’estero.


Tra i crateri dell’Etna: geologia, natura e viticoltura eroica

Il tour è iniziato sui pendii dell’Etna, dove la delegazione è stata accompagnata dalla guida Florence Vranca di Etnatribe. Durante il percorso tra i crateri, i partecipanti hanno potuto approfondire gli aspetti geologici e naturalistici del vulcano e scoprire il fascino dei vigneti etnei. Un territorio unico dove il suolo vulcanico nutre i vitigni autoctoni come il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio e il Carricante, da cui nascono i rinomati vini Etna DOC, simbolo di una viticoltura d’eccellenza apprezzata in tutto il mondo.


Storie di terra, comunità e riscatto

A seguire le straordinarie bellezze naturalistiche e storico-artistiche – dal Labirinto di Arianna alla Piramide del 38° Parallelo del parco scultoreo di Fiumara d’Arte, passando per la tradizione ceramica di Santo Stefano di Camastra e il sito archeologico di Halaesa Arconidea. Il vero cuore propulsore del tour è stato però il patrimonio umano e l’identità sociale delle comunità locali. Un percorso che ha dato voce a storie emblematiche di profondo attaccamento alle proprie radici: è il caso dei giovani del Chiosco La Cascata, ai piedi del Catafurco, dove Francesco, Giacomo e Salvo hanno scelto di lasciare la stabilità del lavoro fisso per dedicarsi alla valorizzazione del proprio territorio e dei prodotti coltivati in loco, affiancati da Marcantonio, un giovane del posto diventato guida naturalistica con il progetto Randagi experience. 


Poco distante, tra i rilievi dei Nebrodi al Rifugio del Sole, il gruppo ha incontrato la toccante vicenda di Angelo Pidalà, che nella pittura e nella tecnica del puntinismo ha trovato un’occasione di riscatto personale e una forma unica di espressione identitaria, trasformando la struttura in un presidio di accoglienza e spiritualità. La forza aggregativa e la creatività del territorio hanno trovato ulteriore conferma nei vicoli di Tusa, resi unici dai coloratissimi mandala all’uncinetto realizzati dalle donne del borgo: un’opera collettiva che rappresenta non solo un suggestivo decoro urbano, ma anche una preziosa occasione di socializzazione e salvaguardia della memoria condivisa. Il dialogo con l’arte e la tradizione ha fatto tappa anche al Liceo Regionale “Ciro Michele Esposito”, dove la delegazione di influencer e giornalisti è stata accolta nel laboratorio esperienziale di pittura e modellazione della ceramica guidato dal Prof. Domenico Boscia, a testimonianza di come il passaggio generazionale del sapere artistico sia viva linfa per il futuro di queste aree.


Una visione strategica per il turismo del futuro

È proprio questa sinergia tra tradizione, gioventù e cultura a tracciare la rotta per le politiche di sviluppo turistico della Regione Siciliana, evidenziando il valore inestimabile di chi sceglie di restare e creare valore nelle zone interne. Aver puntato su un turismo lento, sostenibile e consapevole ha significato accendere i riflettori su quella Sicilia profonda che non sempre si trova nei tradizionali circuiti di massa, ma che racchiude l’anima più autentica ed emozionante della nostra isola. Grazie alla visione strategica dell’Assessorato e alla grande cassa di risonanza dei media e dei creator internazionali coinvolti, si è riusciti a raccontare un’esperienza di viaggio unica, dimostrando che la Sicilia è pronta a offrire un’accoglienza di altissima qualità in ogni periodo dell’anno, favorendo così un concreto ed efficace processo di destagionalizzazione.

Luogo: Sicilia

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