“La bocciatura dell’articolo 10 non è stata un atto politico contro qualcuno. È stata una scelta di responsabilità e di trasparenza. Continueremo su questa linea, senza farci intimidire da narrazioni distorte o da chi prova a trasformare il confronto democratico in uno scontro mediatico”.
Lo dichiara l’on. Santo Primavera, deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia.
“Oggi è ripreso l’esame del disegno di legge sugli enti locali dopo che la scorsa seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana è stata chiusa e rinviata tra polemiche e mistificazioni politiche sul cosiddetto casus belli relativo alla bocciatura dell’articolo 10. I deputati contrari alla norma sono stati addirittura accusati di ordire trame politiche occulte. La verità è un’altra e va resa pubblica”.
“L’articolo 10 introduceva una disposizione sulla digitalizzazione degli archivi urbanistici dei Comuni siciliani che, solo apparentemente, poteva sembrare ordinaria. In realtà, nascondeva una chirurgica attività di lobbying, dove ogni parola, ogni termine tecnico, ogni assenza normativa poteva avere una funzione precisa”.
“Una norma che impone un obbligo senza stanziare risorse non è una norma di risparmio. Trasferisce semplicemente il costo, e quindi il profitto, dal pubblico al privato. In questo caso i Comuni sarebbero stati costretti ad attingere ai fondi pubblici del PNRR, in particolare alla Misura 1.4.1 sulla digitalizzazione della PA, oltre che ai fondi PO FESR Sicilia e FSC. La Regione avrebbe creato l’obbligo, i Comuni avrebbero cercato i fondi europei per adempiere, e il fornitore avrebbe incassato denaro pubblico europeo”.
“Altro elemento centrale era il sistema delle convenzioni Consip e del MePA, dove sono già attive convenzioni quadro per servizi di digitalizzazione documentale, gestione elettronica dei documenti e conservazione sostitutiva. I principali operatori aggiudicatari sono un numero ristretto di grandi player nazionali, in grado di rispettare i 120 giorni previsti per l’esecuzione. Nessun piccolo operatore locale avrebbe potuto offrire l’intero pacchetto richiesto, se non in regime di subappalto, più o meno palese”.
“Gli uffici tecnici urbanistici – prosegue Primavera – custodiscono i documenti più sensibili ed economicamente rilevanti di un territorio. Chi digitalizza quegli archivi ha accesso a informazioni di enorme valore. Lo schema che emerge dall’articolo 10 ha un nome preciso: creazione della domanda attraverso la regolazione. Un vero e proprio cavallo di Troia per alcune lobby dell’IT”.
“C’è poi una questione politica evidente: cosa c’entra una norma sulla digitalizzazione in un disegno di legge sull’ordinamento degli enti locali? L’inserimento di una disposizione di questo tipo in un contesto privo di connessione diretta con la materia trattata impone una riflessione seria”.
“Lo scorso anno ho depositato un disegno di legge sulla regolamentazione dell’attività di lobbying in Sicilia. Da anni se ne parla, ma le legislature passano senza dotare la nostra Regione di uno strumento legislativo di trasparenza capace di prevenire fenomeni corruttivi e opacità nel sottobosco clientelare della politica. Spesso è difficile comprendere chi difende realmente cosa, mentre nella comunicazione mediatica prevalgono semplificazioni e accuse strumentali”.
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