Da qualche settimana sono iniziati al tondo Gioeni i lavori per realizzare un cosiddetto Railgarden, ovvero un giardino capace anche di convogliare una, sia pur piccola, parte dell’acqua piovana che si riversa sul centro storico della città.

Il Railgarden sarà costruito in modo molto innovativo, con criteri del tutto opposti alle tante opere realizzate dal comune di Catania nella città, ed in particolare alla riqualificazione di tante piazze, caratterizzate da un’altissima percentuale di cemento e dalla rara presenza di alberi, uno ogni 200-400 mq.

Stupisce però come progettisti e comune di Catania non abbiano preso in considerazione una delle strutture più importanti ed al contempo più dimenticate della città, che si trova proprio sotto l’area della circonvallazione oggetto dei lavori.

Da decenni al centro della circonvallazione giace una condotta realizzata per portare a mare le acque reflue provenienti dai paesi etnei a nord della città.

Si tratta del Canale di Cintura, lungo 3 km e collaudato nel 1999.


Quest’importante opera, ampia a grandezza d’uomo, convoglia l’acqua dai tombini adiacenti lo spartitraffico della circonvallazione, a partire dalla cittadella universitaria, fino al mare, all’altezza di via Villini a mare, ma .non è più funzionale semplicemente perché non è mai stata oggetto della dovuta manutenzione, tanto che al momento è piena di fango, di terra e di radici di alberi.

Già due anni addietro Franco Politano, esperto speleologo urbano del sottosuolo catanese, aveva segnalato pubblicamente al sindaco Trantino l’esistenza di questa condotta, sollecitandone la rimessa in funzione attraverso una semplice manutenzione ordinaria.

Ma dal comune non è mai arrivata una risposta: il sindaco Trantino si è dimostrato del tutto insensibile alla sollecitazione degli speleologi, ignorandone la segnalazione e non facendo nulla per ripristinare questa struttura, nata per evitare che il centro storico venga sommersa dall’acqua piovana.

I catanesi quindi con poche decine di migliaia di euro, avrebbero potuto cancellare l’eterno rischio di allagamenti di negozi, abitazioni ed auto nel centro storico al primo serio acquazzone.


E’ questo l’ennesimo esempio della assoluta mancanza di programmazione della spesa pubblica nella nostra città. Questa incapacità dell’amministrazione comunale ha già fatto perdere a Catania le opportunità del PNRR: centinaia di milioni di euro arrivati in questi anni non sono serviti a risolvere le tre vere emergenze della città: il rifacimento della rete idrica, che perde il 60% dell’acqua trasportata e che rischia di lasciare i cittadini a secco, come è già successo la scorsa estate, la realizzazione della rete fognante, fondamentale in una città in cui il 70% delle abitazioni scaricano a perdere nel sottosuolo, inquinando il territorio ed il nostro mare, ed il convogliamento delle acque meteoriche, che arrivano nella città dalla zona pedemontana e sommergono periodicamente il centro storico, riattivando il Canale di Cintura e completando il Canale di Gronda, una mega opera di cui da decenni si attende la messa in funzione.


Sinistra Italiana chiede adesso al sindaco di programmare immediatamente la pulizia del Canale di Cintura della circonvallazione di Catania, affinché il centro cittadino sia difeso dalla montagna di acqua che la sommerge dopo ogni temporale,

Non si tratta di una grande opera costosa: basterebbe solo programma la ripulitura della condotta, asportare la terra accumulata e tagliare rami e radici.

Occorre ben poco: solo un po’ di buona volontà e capacità di gestione della cosa pubblica. Ma il sindaco Trantino finora ha risposto picche!

Il segretario provinciale,  Giolì Vindigni

Il segretario cittadino, Marcello Failla

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