Monsignor Isacchi: ”Sogno è lasciarsi cambiare la vita da ciò che si è intuito”

In una cattedrale gremita è stato proiettato il documentario “Il grande sogno – Monreale e il suo tesoro”, prodotto dall’arcidiocesi di Monreale in collaborazione con il museo diocesano di Monreale e realizzato da Esperienza Sicilia.it per la regia dell’antropologo culturale, Lorenzo Mercurio.

Il documentario racconta le meraviglie del duomo di Monreale, attraverso il filo conduttore del celebre sogno di re Guglielmo II. Secondo la celebre narrazione, inserita anche nel libro di Francesco Testa, arcivescovo di Monreale dal 1754 al 1773, intitolato “De vita et rebus gestis Guilelmi II Siciliae Regis”, durante una battuta di caccia nei pressi dell’attuale città di Monreale, re Guglielmo II si addormentò sotto un albero di carrubo e, apparsa la Vergine, gli indicò un tesoro con il quale avrebbe costruito un duomo tutto d’oro segno di gratitudine a Dio e alla Vergine Maria. Nel 1172, Guglielmo II, ultimo re normanno di Sicilia, decise di edificare su un promontorio del monte Caputo il complesso abbaziale di Monreale, intitolandolo alla Madre di Dio con il nome di Santa Maria Nuova.


L’opera, già selezionata per la partecipazione a diversi e importanti eventi culturali, tra cui il Festival della comunicazione e del cinema archeologico 2025, Firenze Archeofilm 2026 e i due Festival del cinema archeologico di Spalato e Rovereto, per la prima volta è stata presentata al pubblico nel duomo di Monreale. 

Non si è trattato soltanto di un semplice racconto, ma di un atto di memoria viva, che vuole ancora oggi parlare al presente con tutta la forza trasformativa che un sogno come quello di re Guglielmo II ha rivelato e tramanda. Ad aprire l’evento è stata l’intervista a Lorenzo Mercurio, regista e curatore del documentario, a seguire dopo la proiezione un momento musicale a cura del musicista romano Stefano Mhanna su musiche di Bach e Paganini per organo e violino ha impreziosito una serata davvero speciale per Monreale, cui sono state presenti le autorità civili e militari locali e le voci autorevoli del documentario Don Nicola Gaglio, Maria Concetta Di Natale, Sergio Intorre e Ciro Lomonte.


“Sogno è lasciarsi cambiare la vita da ciò che si è intuito – ha affermato monsignor Gualtiero Isacchi. Da questo documentario nasce l’invito a sognare per guardare la nostra storia con gli occhi con cui l’ha guardata Guglielmo. Quando guardiamo Monreale – ha continuato l’arcivescovo- guardiamola come la guardò Guglielmo. 

Così come la musica questa sera, accompagnando la visione di questo documentario, ha suscitato in ognuno di noi emozioni diverse, attraverso il sogno di Guglielmo riviviamo la stessa emozione capace di attraversare il suo cuore nel suo sogno al cospetto di Dio. Dio ci chiede di fare la nostra parte così come ha fatto chi per compierla è andato fino in fondo, pagando con la propria vita, pensiamo al capitano Basile, al capitano D’Aleo, a Padre Pino Puglisi. Accorgiamoci, allora, di chi sta facendo il bello, ora, qui accanto a noi e sosteniamolo. Rendere attiva la mia responsabilità di arcivescovo – ha concluso monsignor Isacchi – vuol dire custodire questo luogo da chi lo vuole banalizzare, strumentalizzare, ricordando che qui c’è il sogno di Dio ancora oggi davanti ai nostri occhi”.

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