Da soli sarebbero andati dispersi o addirittura sarebbero finiti nel dimenticatoio. Sono 11 i racconti che Pippo Carollo ha riunito in “E fu subito giorno” (Mohicani edizioni), libro che verrà presentato alle 18 di mercoledì 30 settembre in piazzetta Bagnasco.

A dialogare con l’autore saranno: Lino Buscemi, avvocato e scrittore; Francesca Currieri, giornalista e scrittrice; Ambra Drago, giornalista; Fabrizio Piazza, responsabile vendita ed eventi della Libreria Modusvivendi.

In particolare quattro degli 11 brani, nelle prime intenzioni, erano destinati a diventare racconti a sé, ma il tempo passava e non vedevano la luce, pertanto l’autore si è deciso di inserirli in questa raccolta. Per fare un esempio, il racconto “La fonte della giovinezza” nasce come commedia abbozzata da Carollo per la Compagnia teatrale di sfacinnati “Gli annacquati” (gruppo teatrale dilettantistico nato in seno al Cral Amap) ed è finalizzato ad essere trasformato in opera teatrale.

Dalla prefazione:

“Negli 11 racconti di Pippo Carollo mi sono ritrovato. Ho constatato quanto eravamo ingenui ed impacciati da ragazzi, comunque erano bei tempi. Tempi che i nostri figlie i nostri nipoti si sognano di vivere. Ci divertivamo con poco, anche senza la tecnologia dei nostri giorni…”.

L’autore

Peppe Carollo, detto Pippo, nasce 68 anni fa, nella ridente borgata marinara di Sferracavallo, nota località balneare di Palermo. Laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Palermo, è giornalista pubblicista. 

Con la casa editrice palermitana Mohicani Edizioni, è autore del romanzo “Un sogno

ad occhi aperti” (2017) e del volume “E fu subito giorno” (2026). Attualmente Pippo Carollo è in pensione, dopo essere stato a lungo il responsabile “Relazioni Esterne e dell’Ufficio Stampa” dell’AMAP, azienda che gestisce il ciclo integrale dell’acqua a Palermo e in buona parte della provincia. 

Riscoperta la pittura, sua antica passione giovanile, si diletta con i pennelli, le spatole, i colori.  L’artista è interprete di quella corrente, nata sotto l’egida di Pollok, denominata Action Painting (letteralmente pittura d’azione), uno stile di pittura nel quale il colore viene fatto gocciolare (drip)

spontaneamente, lanciato o macchiato sulle tele, invece di essere applicato con attenzione. L’opera che ne risulta, enfatizza l’atto fisico della pittura stessa. Oltre alla pittura riscopre anche la passione per la poesia, passione abbandonata negli anni giovanili, per i troppi impegni, prima di studio e poi di lavoro. Torna a scrivere versi, sia in lingua italiana che in lingua dialettale e si diletta anche a scrivere brevi racconti ed articoli che pubblica su alcuni giornali on-line. Racconti o articoli sia di vita vissuta che di fatti reali. Proprio nel dialetto siciliano esterna la sua arte poetica “migliore”, utilizzando e reinterpretando, a modo suo, la lingua dei padri.





Luogo: Piazzetta Bagnasco, Piazzetta Bagnasco, PALERMO, PALERMO, SICILIA

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