La seconda edizione di Ekklesìa – Il rito della cultura si chiude con un bilancio estremamente positivo. Nei parchi archeologici di Segesta, Selinunte e Lilibeo-Marsala, il festival ha registrato oltre 2.200 presenze complessive, dal 7 al 19 luglio, confermando il crescente interesse verso un modello culturale che mette al centro il patrimonio storico e archeologico della Sicilia. Il programma ha proposto tre passeggiate culturali, tre laboratori esperienziali, tre talk di approfondimento e nove spettacoli tra musica, teatro e performance, trasformando i luoghi della storia in spazi di incontro, partecipazione e dialogo tra artisti, comunità e visitatori. Tra gli ospiti la cantante Alessandra Salerno, l’attore Elio Crifò, il quintetto a pizzico Nomos e il progetto musicale Celia. Significativa anche la provenienza del pubblico, composto da siciliani, visitatori arrivati da diverse regioni italiane, tra cui Veneto e Campania, e da numerosi ospiti stranieri.
“I numeri sono importanti, ma ciò che ci rende più orgogliosi è la risposta delle persone – spiega Francesco Panasci, direttore artistico e ideatore del festival – Ekklesìa dimostra che, quando il patrimonio archeologico incontra la musica, il teatro, la letteratura e le arti performative nasce un’esperienza culturale autentica, capace di coinvolgere pubblici diversi e di lasciare un ricordo duraturo. I nostri parchi non sono soltanto luoghi da visitare, ma spazi da vivere. Tra i momenti più apprezzati di questa edizione ci sono state anche le albe e i tramonti, che hanno trasformato la visita in un’esperienza di vita, di contemplazione e di conoscenza, permettendo di riscoprire l’archeologia attraverso la luce, i suoni e le emozioni.
È stato uno degli aspetti che il pubblico ci ha restituito con maggiore entusiasmo, tanto da chiederci di ampliare questo format nella prossima edizione con nuovi appuntamenti all’alba e al tramonto. Questo ci conferma che la valorizzazione dei siti culturali attraverso le arti rappresenta una strada concreta per promuovere la Sicilia, attrarre visitatori, generare nuove occasioni di incontro e creare un passaparola che continua ben oltre i giorni del festival. È un modello che funziona e che merita di crescere ancora”.
“La Sicilia possiede uno dei patrimoni archeologici più straordinari del Mediterraneo. Il sistema regionale dei suoi 14 parchi archeologici rappresenta una ricchezza unica, che la regione ha il dovere di tutelare, proteggere e, allo stesso tempo, valorizzare attraverso una programmazione culturale di qualità – dice Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali – la conservazione del patrimonio e la sua fruizione non sono obiettivi in contrapposizione, ma due facce della stessa responsabilità istituzionale.
Per questo sosteniamo iniziative come Ekklesìa, che dimostrano quanto la collaborazione tra istituzioni pubbliche, enti culturali e realtà del territorio possa generare valore. Portare musica, teatro, letteratura e arti performative nei nostri parchi significa offrire a siciliani e visitatori un modo nuovo di vivere questi luoghi, trasformando la visita in un’esperienza culturale completa, rispettosa dell’identità dei siti e capace di emozionare. Il successo di questa seconda edizione, con una partecipazione così ampia e con presenze provenienti dalla Sicilia, dal resto d’Italia e dall’estero, conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Investire nella cultura significa rafforzare l’identità della nostra Isola, renderla sempre più attrattiva e fare dei nostri parchi archeologici autentici ambasciatori della Sicilia nel mondo. Continueremo a sostenere progetti che coniugano tutela, promozione e partecipazione, perché il nostro patrimonio è un’eredità da custodire e, soprattutto, da far vivere alle generazioni presenti e future”
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