«Mettere il personale al centro non può essere uno slogan: è la condizione indispensabile per garantire servizi pubblici efficienti e di qualità». È questo il messaggio lanciato dal segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Daniele Passanisi, intervenendo al convegno “Il personale al centro. Scenari e sviluppi per Enti Locali ed Amministrazione Regionale”, svoltosi ieri mattina a Palermo a palazzo dei Normanni.
Nel suo intervento, Passanisi ha ribadito che il rilancio della Pubblica Amministrazione passa da tre principi irrinunciabili: giusto salario, giusto numero di dipendenti e giusto orario di lavoro. «Senza personale adeguatamente retribuito, motivato e numericamente sufficiente, nessuna riforma regionale e nessun rilancio degli enti locali potrà tradursi in servizi migliori per i cittadini». Il segretario generale della Cisl Fp Sicilia ha ricordato i risultati raggiunti nell’amministrazione regionale dopo anni di immobilismo: due contratti sottoscritti in tre anni, risorse già stanziate per il rinnovo 2025-2027, incremento del salario accessorio, concorsi avviati e nuove assunzioni, comprese quelle degli ispettori del lavoro, figure fondamentali per garantire legalità e tutela dei diritti.
Ma il percorso, ha sottolineato, deve proseguire. «Per rendere attrattiva la Pubblica Amministrazione regionale, soprattutto per i giovani, servono scelte immediate: allineare l’indennità di amministrazione a quella statale, rafforzare il welfare aziendale, attivare la previdenza complementare e completare definitivamente la riforma della dirigenza». Forte anche il richiamo alla situazione degli Enti Locali, dove permane una condizione che Passanisi definisce «non più accettabile». Mentre il Decreto Lavoro afferma il principio del giusto salario per il privato, migliaia di lavoratori dei Comuni siciliani continuano a essere impiegati in regime di part-time involontari a 18 o 24 ore, mentre gli ASU attendono ancora la stabilizzazione e piena contrattualizzazione. «La Pubblica Amministrazione siciliana, nella fattispecie gli enti locali, è in controtendenza rispetto ad una norma nazionale nata per garantire dignità salariale. Un paradosso che non può più essere tollerato».
Per superare queste criticità, la Cisl Fp Sicilia chiede interventi immediati: una revisione della normativa regionale con un decreto integrativo che consenta di destinare le risorse secondo una reale graduatoria oraria, privilegiando chi lavora meno ore; l’inclusione dei Comuni che hanno stabilizzato il personale prima del 2014; vietare la distribuzione a pioggia puntando sui reali fabbisogni degli enti; il consolidamento strutturale delle risorse necessarie per il raggiungimento delle 36 ore e una norma statale che escluda dai tetti di spesa dei Comuni le risorse finanziate dalla Regione. In conclusione, Passanisi, nel sollecitare una serrata partecipazione sociale, ha rilanciato la proposta di avviare un tavolo permanente di confronto tra Regione Siciliana, Anci e organizzazioni sindacali, affinché la prossima manovra di Bilancio contenga risorse strutturali per completare il percorso già avviato.
«La posta in gioco è alta e riguarda il futuro del lavoro pubblico in Sicilia, il modello di sviluppo della nostra regione e la qualità dei servizi a cittadini e imprese. Mettere davvero il personale al centro comincia da qui».
Luogo: Palermo
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