Si parte dall’ascolto per sviluppare una comunicazione che porta a costruire percorsi di fiducia che diversamente non sarebbe possibile realizzare. Ecco perché assume grande valore il laboratorio di comunicazione sociale che ha coinvolto gli adolescenti di Gela, dando loro l’opportunità di utilizzare gli stessi strumenti della loro vita, uno su tutti il cellulare, per aprire finestre di dialogo che diventano spazi di ascolto e creatività. L’obiettivo finale? Trasformare dispositivi che spesso usano quotidianamente in occasioni di espressione, partecipazione e racconto della loro realtà. Già dal primo incontro, infatti, gli adolescenti hanno iniziato a confrontarsi e a lavorare insieme per raccontare, anche attraverso il digitale e i social, passioni, bisogni e punti di vista dei giovani di oggi.
Una delle tappe del progetto “EsserCi”, che ha come capofila il circolo Arci Le Nuvole di Gela, ed è sostenuto dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Partner del progetto il Centro di Educazione ambientale (CEA) Odv, l’associazione “I Girasoli Onlus”, l’Istituto per la Ricerca Sociale, i Comuni di Gela, Niscemi, Mazzarino e Riesi oltre ad alcune scuole degli stessi Comuni siciliani in provincia di Caltanissetta.
A guidarlo il giornalista Graziano Amato e la pedagogista Sara Vella, chiamando a raccolta i ragazzi che afferiscono agli sportelli di ascolto del progetto.
«Siamo partiti dal far comprendere loro che l’utilizzo del cellulare può essere differente dal solito – spiega Graziano -. Abbiamo lavorato su come questo strumento possa facilitare il lavoro d’insieme, individuando i temi che più interessano loro comunicare, anche quelli personali e sociali, per esempio lo sport, la recitazione e la lettura, facendo in modo che si comprendesse che, a differenza di quel che si pensa spesso, siamo davanti a una generazione che ha tanti interessi, che ama socializzare. Sono emerse tante riflessioni, una su tutte la cura della loro città e sulle problematiche necessarie per risolvere i problemi».
Dal dire al fare c’è chi dice che c’è di mezzo il mare, ma nel nostro caso ci sono i telefoni cellulari, in questo caso utilizzati dai ragazzi anche come strumento di lavoro. Ecco, dunque, chi si è inventato cameraman, chi regista, realizzando il materiale funzionale a un video che verrà ben presto montato per dare voce alle passioni di adolescenti che dimostrano che non sono per nulla passivi, che hanno interessi sociali e si curano di chi e quanto sta loro attorno.
Bello, poi, anche rendersi conto che sia tra i beneficiari del laboratorio sia tra gli stessi operatori le aspettative iniziali sono state disattese. Ovviamente in modo assolutamente positivo.
«Loro sicuramente si aspettavano di trascorrere delle ore annoiandosi – aggiunge in conclusione Graziano – mentre noi che dimostrassero confermassero quanto fosse forte il lassismo nella loro vita. Invece, ho visto partecipazione, grande coinvolgimento. Tutto da ragazzini che, all’inizio, nei momenti morti, mentre noi andavamo a prendere qualcosa, avevano sempre il telefonino in mano. Ci hanno, invece, dimostrato che hanno un meraviglioso mondo interiore, pieno di colori, capace di uscire fuori e contaminare nel momento in cui hanno i giusti stimoli. Noi non vediamo l’ora di riprendere il percorso appena riprogrammeremo le attività a settembre».
Luogo: Circolo Arci Le Nuvole, PALERMO, PALERMO, SICILIA

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