Europa Verde Sicilia ha depositato un atto di intervento ad adiuvandum nel ricorso contro il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU), schierandosi al fianco di Rifiuti Zero Sicilia e delle decine di associazioni unite nella campagna “Futuro in Cenere”. Nel mirino, un Piano giudicato privo di credibilità, costruito su dati incerti e piegati per giustificare la realizzazione di due mega-termovalorizzatori per 600.000 tonnellate annue.

Un fabbisogno “gonfiato” per giustificare gli inceneritori

Secondo Europa Verde, il fabbisogno impiantistico regionale è stato deliberatamente sovrastimato. I dati sui rifiuti residui risultano alterati e non verificabili, mentre qualsiasi confronto con soluzioni alternative è stato sistematicamente evitato. Il risultato è una pianificazione che forza la mano sugli inceneritori, ignorando gli obiettivi europei su riduzione, riuso e riciclo e la gerarchia di gestione stabilita dalla legge.


Un azzardo economico pagato dai cittadini

La scelta della Regione espone la Sicilia a un rischio finanziario enorme: investimenti miliardari, tempi di ammortamento lunghissimi e costi destinati a crescere con le future politiche europee sulle emissioni di carbonio. Un’operazione che potrebbe trasformarsi in un pesante danno erariale.

A confermare le criticità è la Corte dei Conti (deliberazione n. 275/2025/GEST), che parla chiaramente di “mere stime” e certifica l’incapacità della Regione di disporre di dati affidabili sui flussi dei rifiuti. Non solo: i magistrati contabili evidenziano l’uso contraddittorio della soglia delle 600.000 tonnellate, smascherando un dimensionamento costruito senza basi solide.


Le dichiarazioni

Piero Calderaro, tesoriere regionale di Europa Verde e membro della direzione regionale di Europa Verde Sicilia, definisce l’attuale Piano rifiuti un atto di irresponsabilità politica. Secondo l’esponente di Europa Verde, si stanno impegnando ingenti risorse pubbliche in impianti inutili e sovradimensionati, supportati da dati opachi e stime gonfiate. Una scelta che rischia di ipotecare il futuro dell’isola per decenni, con gravi ripercussioni economiche e ambientali per la collettività e le amministrazioni locali. Il limite degli inceneritori sta nella necessità di essere alimentati costantemente creando un sistema rigido che ostacola la riduzione dei rifiuti e il riciclo. Oltre ai limiti strutturali, Calderaro evidenzia un rischio culturale: il messaggio distorto che la raccolta differenziata sia inutile se tutto è destinato alla combustione.

“Non è una posizione ideologica, ma di responsabilità. Prima di investire centinaia di milioni di euro, dobbiamo puntare su riduzione, differenziata ed economia circolare. La gestione dei rifiuti deve trasformarsi da problema in opportunità.”


La proposta di Europa Verde Sicilia

Per un cambio di rotta deciso, il partito propone di abbandonare il modello degli inceneritori — costosi e impattanti — in favore di una rete moderna e capillare di impianti per il trattamento delle materie quali impianti di compostaggio e digestione anaerobica; Trattamento meccanico-biologico (TMB); Piattaforme per il riciclo dei materiali. Seguendo l’esempio delle regioni italiane ed europee più virtuose, una distribuzione di questi impianti su scala provinciale permetterebbe di:

1. Ridurre i costi di trasporto e conferimento.

2. Alleggerire le bollette per cittadini e imprese.

3. Rendere la Sicilia autosufficiente, creando al contempo nuovi posti di lavoro e tutelando il territorio.


Manuela Leone, referente regionale di Zero Waste Italy e coordinatrice della campagna Futuro in cenere:

“L’intervento di Europa Verde rafforza una battaglia di verità condotta da anni da cittadini e associazioni. Dimostreremo che il Piano Rifiuti è tecnicamente carente e giuridicamente fragile. La Regione ha scelto la strada più dannosa per il territorio, rifiutandosi di analizzare scenari alternativi e ignorando la gerarchia europea dei rifiuti. Questo è gravissimo. Non siamo di fronte a una scelta ragionevole o illuminata come viene descritta da Schifani, ma a una precisa responsabilità politica che mette a rischio ingenti risorse pubbliche per i prossimi decenni. Andremo fino in fondo per fermare questo scellerato piano.”

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