Daini e cinghiali, danni agli ecosistemi, all’agricoltura e alla sicurezza. Il Consiglio del Parco approva all’unanimità la richiesta di interventi e risorse straordinarie.

Il Consiglio del Parco delle Madonie, riunito in adunanza aperta, ha approvato all’unanimità la richiesta al Presidente della Regione Siciliana di riconoscere lo stato di emergenza per la presenza sempre più problematica di daini e cinghiali. Una situazione che interessa ormai non soltanto la gestione della fauna, ma anche la tutela degli ecosistemi, l’agricoltura, la sanità e la sicurezza.

Alla seduta hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni di Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Geraci Siculo, Cefalù, Castelbuono, Isnello, Collesano, San Mauro Castelverde, Castellana Sicula, Petralia Soprana, Pollina e Caltavuturo. E’ stato delegato in rappresentanza della Città Metropolitana di Palermo il sindaco di Gangi, nonché Presidente del Parco, Giuseppe Ferrarello. Presenti l’I.R.F. – Palermo, Comando Corpo Forestale, con l’Ispettore Ripartimentale delle Foreste dott. Ciro Pedrotti; il Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale – Servizio 3 “Gestione Faunistica del Territorio”, con il coordinatore regionale del Piano straordinario fauna selvatica Dario Catalanotto e i funzionari Biagio Sabatino, Pippo Di Noto, Maurizio Sperandeo e Giovanni Misseri. Per l’ASP Palermo – DS 35 di Petralia Sottana è intervenuto il responsabile della Prevenzione Veterinaria dott. Santino Barreca.


Per l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia – Palermo erano presenti la presidente dott.ssa Maria Barreca, la direttrice generale prof.ssa Francesca Di Gaudio e il coordinatore scientifico dei Piani Suidi e Daini dott. Egidio Mallia.

Il sindaco di Castelbuono e presidente del GAL Madonie, Mario Cicero, ha riconosciuto il contributo dei selecontrollori e richiamato la necessità di un’azione condivisa: “Se gli interventi vengono fatti congiuntamente si possono raggiungere dei risultati, da soli non si va da nessuna parte. Oggi dobbiamo trovare, senza polemiche e speculazioni, una soluzione. Coordiniamoci”.

Il presidente Giuseppe Ferrarello ha quindi illustrato le iniziative già avviate dall’Ente: dal rinnovo del Piano Daini all’ampliamento del contingente dei selecontrollori, fino alle risorse ottenute dall’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente (ARTA) per gli indennizzi dei danni dal 2020 e per il rimborso delle spese relative ai proiettili atossici. I selecontrollori sono attualmente 224. Il dott. Ciro Pedrotti ha indicato in circa 800 unità, compresi gli operatori PRIO, il potenziale bacino di personale impiegabile.


Resta centrale anche il problema della gestione degli animali dopo l’abbattimento. Dario Catalanotto ha evidenziato la necessità di uniformare formazione e procedure per eviscerazione, campionamento sanitario, trasporto refrigerato, conferimento e macellazione, così da costruire una filiera controllata e tracciabile. In questo quadro il macello di Gangi, autorizzato al trattamento della selvaggina e dotato di strutture frigorifere, rappresenta un punto di riferimento. L’Ente Parco ha acquisito il relativo codice ATECO.

Biagio Sabatino, responsabile sviluppo rurale alte Madonie, ha affrontato anche la destinazione delle carcasse che, previa autorizzazione dell’ASP, possono essere lasciate sul posto per l’alimentazione degli avvoltoi. Ma, come ha sottolineato il presidente Ferrarello, “possono anche essere destinate all’autoconsumo o alla beneficenza, come già avviene per la carne di daino, grazie a una convenzione con la Missione Speranza e Carità di Biagio Conte”.

Sul fronte ambientale, Pippo Di Noto ha segnalato danni all’Abies nebrodensis, alle aree sperimentali e a specie floristiche di interesse come l’astragalo. Nei boschi termofili l’attività dei suidi interessa la lettiera e gli strati superficiali del terreno, incidendo sulla rinnovazione della vegetazione.

Nelle zone C del Parco sono stati inoltre rilevati danni a coltivazioni, terrazzamenti e muretti, mentre nelle basse Madonie la fauna si spinge sempre più vicino ai centri abitati. Il sindaco di Cefalù ha richiamato in particolare il tema della sicurezza.


Il coordinatore scientifico dott. Egidio Mallia ha sottolineato la necessità di aggiornare i piani di gestione, predisposti circa dieci anni fa, alla luce dell’attuale distribuzione della fauna, indicando tra le possibili modalità di intervento anche le catture mediante grandi recinti.

La presidente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, dott.ssa Maria Barreca, ha confermato la disponibilità dell’Istituto a collaborare alla formazione e alla definizione della filiera. La direttrice generale prof.ssa Francesca Di Gaudio ha richiamato gli aspetti sanitari e nutrizionali e la possibilità di utilizzare alcune sedi dell’Istituto come centri di raccolta. È stata inoltre evidenziata la necessità della digitalizzazione dei dati per garantire tracciabilità e monitoraggio.

Il consigliere Antonio Gaetano Bellavia, assessore del Comune di Polizzi Generosa, ha chiesto un confronto con la Regione per reperire finanziamenti straordinari, richiamando anche le possibili risorse derivanti dall’avanzo di amministrazione dell’ARS.


Dopo l’esame ha preso atto della nota dell’Associazione di Promozione Sociale “Tutela Madonie”, il Consiglio del Parco ha quindi approvato all’unanimità la proposta del presidente Ferrarello e del consigliere rappresentante del Comune di Polizzi Generosa Bellavia: chiedere al Presidente della Regione Siciliana il riconoscimento dello stato di emergenza e, contestualmente, risorse straordinarie per il controllo della fauna, l’aggiornamento dei piani di gestione e il potenziamento delle strutture, in relazione ai danni ambientali e agricoli e alle problematiche sanitarie e di sicurezza.

“Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo confronto per la professionalità, la competenza e la disponibilità dimostrate. Ma oggi non basta più riconoscere la gravità del problema: occorre intervenire. La situazione nelle Madonie è diventata troppo seria per essere affrontata con strumenti ordinari. Occorrono maggiori risorse. Per questo ci rivolgiamo fiduciosi alla Regione Siciliana. Sono certo che anche questa volta saprà essere vicina alle comunità delle Madonie con decisioni, risorse e interventi adeguati alla gravità dell’emergenza”, ha dichiarato il presidente del Parco Giuseppe Ferrarello a conclusione della seduta.

Luogo: Corso Paolo Agliata, PETRALIA SOTTANA, PALERMO, SICILIA

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.