Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani considera la riapertura della scuola primaria di Ginostra, a Stromboli, dopo oltre vent’anni, un risultato di particolare rilievo per l’organizzazione del servizio scolastico nelle piccole isole. L’avvio delle lezioni per Aysha, unica alunna del borgo, dimostra che anche in presenza di numeri estremamente ridotti è possibile individuare soluzioni amministrative compatibili con le specificità territoriali.

La positiva esperienza di Ginostra assume tuttavia un significato più ampio se letta insieme a quanto accaduto a Filicudi, dove Tiziana, dieci anni, non ha potuto iniziare regolarmente le lezioni per la mancata disponibilità dell’insegnante tutor. Le due situazioni evidenziano una medesima criticità: nelle realtà insulari l’autorizzazione di una classe o di un presidio scolastico deve essere accompagnata dalla preventiva garanzia delle risorse professionali necessarie al suo effettivo funzionamento.


La disciplina vigente contempla già specifiche possibilità organizzative per le scuole situate nelle piccole isole e nei territori caratterizzati da particolari condizioni geografiche. Il problema, pertanto, non può essere affrontato esclusivamente attraverso deroghe concesse di anno in anno, ma richiede una programmazione stabile che tenga conto delle condizioni oggettive nelle quali il servizio viene erogato.

Anche sotto il profilo economico, la presenza scolastica nelle comunità insulari non dovrebbe essere valutata sulla sola base del rapporto numerico tra personale e alunni. Il costo immediato di una struttura destinata a pochissimi studenti deve essere confrontato con i costi sociali ed economici indiretti prodotti dalla progressiva riduzione dei servizi essenziali, dalla mobilità forzata delle famiglie e dall’ulteriore indebolimento demografico dei territori.


Il CNDDU ritiene pertanto opportuno definire, nell’ambito della normativa e della programmazione scolastica nazionale, un modello specifico per le piccole isole che assicuri continuità del personale, tempestività delle sostituzioni, adeguata organizzazione delle pluriclassi e impiego delle tecnologie come supporto alla didattica in presenza, evitando che il collegamento a distanza diventi una soluzione ordinaria alla carenza di docenti.

Ginostra dimostra che una risposta amministrativa è possibile; Filicudi segnala che tale risposta deve essere resa stabile e prevedibile. L’obiettivo dovrebbe essere quello di superare la gestione emergenziale dei singoli casi attraverso criteri organizzativi capaci di conciliare sostenibilità economica, continuità didattica e peculiarità territoriali.


La riapertura di una scuola in un piccolo centro insulare, infine, produce effetti che vanno oltre il sistema dell’istruzione: contribuisce alla permanenza delle famiglie, alla tenuta demografica e alla conservazione dei servizi locali. Per questa ragione la scuola nelle isole minori deve essere considerata anche all’interno delle politiche pubbliche di contrasto allo spopolamento e di riequilibrio territoriale.

Il caso di Ginostra può quindi rappresentare non un’eccezione amministrativa, ma il punto di partenza per una disciplina più organica delle scuole delle piccole isole. È su questa capacità di trasformare una soluzione contingente in programmazione ordinaria che si misura l’efficienza dell’intervento pubblico.

Prof. Romano Pesavento, Presidente CNDDU

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.