Quest’estate, sulle spiagge e nelle strade di Oliveri, tantissimi bambini — residenti e turisti — hanno partecipato a un’iniziativa speciale che ha conquistato il cuore della comunità: “Il gioco che non è un gioco”. Promossa dal sindaco Francesco Iarrera, questa esperienza ha trasformato la raccolta di rifiuti in una vera e propria missione educativa, che ha unito divertimento e impegno per l’ambiente.

Per settimane, piccoli e grandi visitatori hanno portato a Palazzo Comunale il loro “bottino” di bottiglie, cartacce e plastica, ricevendo in cambio premi simbolici e una foto ricordo con il sindaco, diventando così protagonisti di un movimento collettivo di responsabilità e cura del territorio. Quello che sembrava un semplice gioco si è rivelato un potente strumento per insegnare ai più piccoli il valore della collaborazione e del rispetto per la natura.

Il luna park, con le sue attrazioni, è stato lo sfondo di questo gioco speciale: i bambini, inizialmente motivati dall’idea di qualche ora sulle giostre, hanno presto compreso che il vero premio era contribuire concretamente a salvare il proprio ambiente. Quando il luna park ha chiuso, però, non si sono fermati: si sono presentati in Comune per chiedere il kit WWF, desiderosi di continuare a pulire le spiagge con impegno e consapevolezza.

«A noi adulti resta il diritto di lamentarci, di postare sui social, di stare incollati allo smartphone. Ma sono i bambini, senza chiedere nulla in cambio, a rimboccarsi le maniche per aggiustare i disastri lasciati da noi», ha commentato il sindaco Iarrera. Per rendere ancora più tangibile questo percorso, il sindaco potrebbe pensare di realizzare un tabellone con le foto di tutti i bambini che si sono recati in Comune con il loro “bottino”, lasciando così una memoria concreta di questa straordinaria impresa collettiva.

Il WWF ha riconosciuto il valore educativo e culturale dell’iniziativa, supportandola con kit e magliette tecniche, confermando che il futuro sostenibile si costruisce attraverso l’educazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni.

Oliveri ci insegna che il cambiamento parte da un gioco che non è un gioco, da tante piccole mani unite per fare la differenza. Mentre gli adulti spesso restano spettatori, sono i bambini e i giovani a mostrarci che il futuro si costruisce agendo con coraggio e cuore. Perché salvare il mondo non è un sogno lontano, ma una missione possibile fatta di gesti semplici e quotidiani.

E, a margine di tutto questo, va riconosciuto il merito a chi ha creduto per primo che dietro un gioco potesse nascondersi una rivoluzione gentile.

Il sindaco Francesco Iarrera, con entusiasmo, presenza costante e un pizzico di ironia, ha saputo accogliere e amplificare l’energia dei più piccoli, trasformando ogni “bottino” raccolto in un seme di consapevolezza.

Un primo cittadino che ascolta i bambini è un amministratore che guarda lontano. E Oliveri, quest’estate, ha dimostrato di avere lo sguardo giusto.


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