Palermo. La Sicilia continua a pagare un prezzo altissimo in termini di infortuni e vite umane. Gli ultimi dati Inail, aggiornati ad agosto 2026, fotografano una situazione allarmante. Le denunce nell’Isola sono, infatti, aumentate del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, quasi il doppio dell’incremento nazionale, pari al 5,1%. Già nei primi sette mesi dell’anno si erano registrati 11.822 infortuni in Sicilia, contro i 10.771 del 2025, con 50 denunce di incidenti mortali. Numeri che confermano la gravità di un’emergenza che colloca la Sicilia tra i territori maggiormente esposti al rischio infortunistico.

A denunciarlo sono Emanuele Ronzoni, commissario della Uil Sicilia, e Pasquale De Vardo, segretario generale della Feneal Uil Sicilia, che annunciano nuove iniziative congiunte per la tutela della salute, della sicurezza e della dignità dei lavoratori.

«Non possiamo più limitarci a contare i morti e a esprimere cordoglio dopo ogni tragedia. Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie distrutte e responsabilità che troppo spesso emergono soltanto quando è ormai troppo tardi. La sicurezza deve diventare una priorità concreta, non uno slogan da utilizzare all’indomani dell’ennesimo incidente”.

Per Uil e Feneal Uil la sicurezza è strettamente legata anche alla qualità del lavoro. Lavoro povero, lavoro nero, caporalato, dumping contrattuale e subappalti incontrollati alimentano precarietà, ricattabilità e condizioni di maggiore esposizione ai rischi. “Non possiamo parlare di sicurezza senza affrontare il tema dello sfruttamento – affermano Ronzoni e De Vardo -. Chi lavora in nero, chi subisce salari indegni o l’applicazione di contratti non pertinenti, spesso non ha neppure la libertà di denunciare una condizione di pericolo. La competizione tra imprese non può fondarsi sull’abbattimento dei salari, dei diritti e degli investimenti nella prevenzione”.

Per queste ragioni, il prossimo 30 novembre, a Palermo, la Feneal Uil Sicilia promuoverà, insieme alla Uil, un’iniziativa pubblica dedicata alla salute e alla sicurezza sul lavoro, coinvolgendo i familiari delle vittime, i lavoratori, le istituzioni, le autorità competenti e le parti sociali. Un momento di confronto ma soprattutto di ascolto e di impegno concreto.

“Vogliamo dare voce a chi ha perso un proprio caro sul lavoro perché dietro ogni vittima c’è una storia che non può essere dimenticata. Ma vogliamo soprattutto impedire che altre famiglie debbano vivere lo stesso dolore”.

Durante l’iniziativa sarà presentato “Cantiere Sicilia – Il vademecum dei tuoi diritti”, una guida pratica tascabile che la Feneal Uil distribuirà gratuitamente ai lavoratori edili contenente informazioni essenziali sui diritti contrattuali, sulla prevenzione, sui comportamenti sicuri e sugli strumenti di tutela.

Un’iniziativa accompagnata da un messaggio chiaro: “Il tuo lavoro ha un valore. La tua vita non ha prezzo”. 

L’appuntamento del 30 novembre sarà anche l’occasione per proporre alle istituzioni e alle parti sociali la sottoscrizione di protocolli condivisi per la prevenzione degli infortuni, con impegni concreti e verificabili. Uil e Feneal Uil chiederanno il rafforzamento degli organici ispettivi e dei controlli nei cantieri, il contrasto al lavoro nero e al caporalato, il rispetto dei contratti collettivi pertinenti, una maggiore vigilanza sulla filiera degli appalti e dei subappalti, investimenti nella formazione e il pieno coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, valorizzando il ruolo degli enti bilaterali. “Non servono nuovi tavoli destinati a produrre soltanto documenti e dichiarazioni d’intenti. Servono protocolli operativi, responsabilità precise e verifiche periodiche sui risultati. La prevenzione deve entrare concretamente nell’organizzazione del lavoro e diventare patrimonio comune di istituzioni, imprese e lavoratori. La nostra battaglia – concludono Ronzoni e De Vardo – non è contro le imprese, ma contro un modello di sviluppo che considera il lavoro soltanto un costo da comprimere. Vogliamo una Sicilia nella quale la competitività si costruisca sulla qualità, sulla legalità e sul rispetto della persona. Nessun salario vale una vita, nessun appalto giustifica una morte e nessun profitto può essere costruito sulla negazione dei diritti. Non vogliamo più limitarci a contare i morti, vogliamo difendere i vivi”. 



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