Palermo 25 giugno 2026 – “Stava operando sul tetto di una scuola. Il fatto che sia scivolato e caduto da un ponteggio presuppone che non fosse ancorato? Non lo sappiamo. Il fatto è che lo stato di sicurezza dei cantieri continua a registrare condizioni devastanti. Col caldo stiamo registrando che l’ordinanza, che da tre anni prevede il fermo nelle ore di picco solare, il primo anno ha sortito effetti positivi. Ma a distanza di altri due anni molti cantieri, in assenza di controlli, esercitano la loro attività senza rispettare le norme previste”.Lo afferma il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo intervenendo sull’ultimo infortunio sul lavoro registrato a Godrano, in provincia di Palermo, dove un operaio di 26 anni è caduto da un ponteggio in una scuola e si trova in prognosi riservata a Villa Sofia.

E’ l’occasione per la Fillea di denunciare il fatto che in molti non rispettano le norme previste per l’emergenza caldo e che la possibilità di malori improvvisi per lo stress termico è dietro l’angolo.

“Il fatto che all’interno dell’ordinanza si faccia riferimento a deroghe legate a interventi di pubblica utilità, dà a tanti la possibilità di trincerarsi dietro questo argomento, che può riguardare tutti i cantieri, dalla sistemazione del cornicione di una scuola che sta cadendo a pezzi ai lavori sul Ponte Corleone, che non si sono mai fermati in questi giorni. Il rischio dell’esposizione e di una caduta è sempre imminente. Anche oggi è allerta rossa e andrebbe applicata puntualmente l’ordinanza. Abbiamo visto nell’ora di punta cantieri del centro storico al lavoro come nulla fosse”.

La Fillea si rivolge al giovane lavoratore infortunato “con vicinanza e affetto”. “Siamo disponibili a intervenire nei modi che si riterranno più utili – aggiunge Ceraulo – Il sistema Sanedil paga le giornate di ricovero e un indennizzo, in base alla natura dell’infortunio. In questo incidente può aver contribuito un mix letale tra ondata di calore e mancanza di dispositivi e di norme di sicurezza”.

La Fillea palermitana rilancia quanto chiesto in questi giorni a livello nazionale dal segretario generale Fillea Cgil Antonio Di Franco,a proposito di una legge organica sul caldo estremo “Le ordinanze regionali spesso non sono omogenee tra loro e cambiano ogni anno – spiega Ceraulo – Per questo la Fillea chiede una legge organica nazionale che intervenga in maniera preventiva per la salvaguardia, salute e sicurezza dei lavoratori in presenza di alte temperature. Anche per evitare questa contraddizione tra esigenze di pubblica utilità e condizioni di lavoro non rispettate”.


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