Palermo, 5 maggio 2026 – In occasione dello sciopero nazionale del 7 maggio indetto dalla Flc Cgil contro la riforma degli istituti tecnici, la Flc Cgil Palermo terrà un sit-in dalle ore 9 alle ore 13 presso l’Usr Sicilia, in via Giovanni Fattori, 60.

La mobilitazione nasce dalla netta contrarietà a una riforma portata avanti in modo “caotico, unilaterale e frettoloso”, senza un vero confronto con il mondo della scuola, con le lavoratrici e i lavoratori, con le rappresentanze sindacali e con le comunità educanti.

“Il 7 maggio saremo davanti all’Usr Sicilia per chiedere il ritiro o il rinvio di una riforma sbagliata e per rivendicare un confronto vero – dichiara Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil Palermo – Quella che viene presentata come una modernizzazione degli istituti tecnici è in realtà una riforma che taglia ore e futuro, che riduce spazi fondamentali della didattica e colpisce discipline cardine nella formazione delle studentesse e degli studenti. Siamo davanti a un intervento che taglia saperi, lavoro e diritti, impoverendo l’offerta formativa e mettendo a rischio la qualità dell’istruzione tecnica”.

La Flc Cgil Palermo denuncia le possibili ricadute negative sugli organici, con il rischio concreto di tagli ai posti di lavoro, che potrebbero colpire in modo particolare i docenti precari, già esposti a condizioni di forte instabilità professionale. E pesanti ricadute sulla qualità della didattica, sulle condizioni di lavoro del personale e sui livelli occupazionali. “Non si può intervenire sugli ordinamenti scolastici – prosegue Cirino – comprimendo le discipline, riducendo il tempo scuola e subordinando la formazione alle esigenze immediate del mercato. La scuola tecnica ha bisogno di investimenti, laboratori, stabilizzazione del personale, continuità didattica e valorizzazione delle professionalità, non di tagli mascherati da riforma”.

Per la Flc Cgil Palermo si tratta di una scelta che indebolisce contemporaneamente la scuola, i lavoratori e gli studenti, privando i percorsi tecnici di una formazione solida, completa e capace di garantire pari opportunità. “La mobilitazione – conclude Cirino – non si fermerà: continueremo a difendere la scuola pubblica, il lavoro e il diritto delle studentesse e degli studenti a una formazione di qualità”.


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