La Commissione parlamentare antimafia dovrebbe ascoltare tutte quelle forze che a Palermo e nel resto del Paese continuano a battersi, a produrre cultura e a fare pedagogia antimafia”
Emilio Miceli, presidente del Centro Studi Pio La Torre, interviene sulla vicenda che ha visto la Presidente del Commissione Antimafia querelare Jamil El Sadi, il giovane attivista di Our Voice per il suo intervento pronunciato sul palco di via d’Amelio il 19 luglio scorso, durante la commemorazione della strage politico-mafiosa che uccise Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
«Non credo che sia giusto, per la Presidente della Commissione antimafia, querelare Jamil El Sadi, il giovane attivista di Our Voice, che si batte per affermare i diritti di libertà e giustizia in una città come Palermo. Jamil è una delle persone più impegnate sul fronte dell’antimafia ed è in buona compagnia, tra quelli che pensano sia in atto un ulteriore depistaggio, poco importa se volontario o involontario, attorno alla strage di via D’Amelio. Credo sia più utile relazionarsi e confrontarsi su temi così importanti e delicati anche perchè sarebbe interesse della Commissione parlamentare antimafia ascoltare tutte quelle forze che a Palermo e nel resto del Paese continuano a battersi, a produrre cultura e a fare pedagogia antimafia. Si può non essere d’accordo, ma è necessario essere tolleranti, soprattutto se si ha la responsabilità di un tema così delicato, e anche così divisivo come quello della lotta alla mafia. L’invito è a rifletterci sopra ed evitare le lacerazioni che davvero non servono a nessuno».
Luogo: Centro studi Pio La Torre, PALERMO, PALERMO, SICILIA
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