Il caso Garlasco produce un altro procedimento giudiziario, questa volta a Milano e indipendente dall’inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio. Il Tribunale meneghino ha rinviato a giudizio Massimo Lovati, ex avvocato di Sempio nella prima fase dell’inchiesta pavese, con l’accusa di dichiarazioni gravemente diffamatorie nei confronti dello Studio Giarda, lo studio legale che per anni ha difeso Alberto Stasi nei processi sull’omicidio di Chiara Poggi.
Il dibattimento è fissato per il 14 settembre 2026, alle ore 9.00. Le parti civili, gli avvocati Enrico e Fabio Giarda, figli del professor Angelo Giarda, storico difensore di Stasi morto nel 2021, chiedono un risarcimento complessivo per danni morali e di immagine di 116mila euro.
Le parole che hanno portato all’imputazione
Il nodo del procedimento è una conferenza stampa del 13 marzo 2025. In quella occasione, mentre rappresentava ancora Sempio nella nuova inchiesta pavese, Lovati aveva detto davanti alle telecamere che la prima inchiesta a carico del 38enne, avviata nel 2016-2017, era il “risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello Studio Giarda”. E aveva aggiunto che quell’indagine era il frutto di una “manipolazione organizzata dagli investigatori dello Studio” per il prelievo del DNA al commesso di Vigevano. Dichiarazioni che, secondo l’imputazione formulata dal pm Fabio De Pasquale, configurano il reato di diffamazione.
Il riferimento di Lovati riguardava l’attività investigativa svolta dalla società SKP, alla quale lo Studio Giarda aveva affidato un’indagine difensiva, che nell’autunno 2016 aveva portato al prelievo del DNA di Sempio. Quella stessa attività investigativa era già stata oggetto di un procedimento penale separato, poi archiviato. A ricordarlo è stato Enrico Giarda, intervenuto a margine dell’udienza odierna: il gip di Milano aveva archiviato l’indagine “indicando esplicitamente che tutto quello che era stato fatto era stato svolto nei limiti della correttezza e del codice di procedura penale”.
Il Tribunale rifiuta di aspettare Pavia
L’udienza di oggi aveva un punto nodale: la richiesta dell’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Lovati, di sospendere il procedimento milanese in attesa che si definisse quello a Pavia a carico di Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Gallo riteneva quel passaggio imprescindibile per valutare la portata diffamatoria delle dichiarazioni rese da Lovati il 13 marzo 2025: l’esito del processo Sempio avrebbe fornito, secondo la difesa, il contesto necessario per giudicare se quelle parole fossero o meno eccessive.
La giudice della terza penale ha rigettato la richiesta, sottolineando l’inutilità di attendere. Ha respinto anche la richiesta di non luogo a procedere e ha fissato il processo. I due binari, Milano per la diffamazione e Pavia per l’omicidio, correranno dunque in parallelo e in modo indipendente.
Le reazioni dopo l’udienza
Lovati non si è detto sorpreso dall’esito: “Me lo aspettavo, è un percorso obbligato, non avendo io chiesto riti alternativi”, ha dichiarato. Il suo legale ha comunque preannunciato una difesa nel merito: quelle frasi, ha spiegato Gallo, sono state pronunciate “nell’esercizio di un suo diritto e ci difenderemo nel processo”.
Dal lato opposto, le parti civili hanno accolto la decisione con soddisfazione. “Siamo soddisfatti che ora si apra il processo penale per diffamazione per tutelare la nostra reputazione e quella di nostro padre”, hanno dichiarato Fabio e Enrico Giarda, rappresentati come parti civili dall’avvocata Pia D’Andrea. Enrico Giarda ha aggiunto una considerazione più puntuale sull’intera vicenda: “Non riusciamo a capire perché abbia continuato su questa strada”, riferendosi alle dichiarazioni di Lovati successive all’archiviazione del procedimento sull’indagine SKP. “Uno può dire quello che vuole ma anche noi siamo liberi di prendere le nostre iniziative a tutela”, ha concluso.
Il quadro complessivo: quanti procedimenti ruotano attorno a Garlasco
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il 13 agosto 2007, i procedimenti giudiziari che ruotano attorno al caso si moltiplicano. A Pavia la Procura ha chiuso le indagini su Andrea Sempio e attende di decidere se chiedere il rinvio a giudizio. A Brescia è aperto un fascicolo per corruzione in atti giudiziari che coinvolge l’ex aggiunto Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre dell’indagato. A Milano, la Procura del pm De Pasquale gestisce sia le querele della famiglia Cappa e Poggi per diffamazione e stalking, che ammontano a quasi un centinaio di procedimenti, sia questo nuovo processo a carico di Lovati.
Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni, è ancora in carcere. La Procura Generale di Milano deve pronunciarsi sull’eventuale istanza di revisione del suo processo.






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