I magistrati hanno abbandonato le aule di tutta Italia in segno di protesta. L’episodio più simbolico si è verificato a Napoli, dove le toghe hanno lasciato la cerimonia alla presenza del Guardasigilli Carlo Nordio, primo destinatario delle critiche. La riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere – un tema tentato e discusso più volte in passato – sta infatti subendo una decisa accelerazione proprio durante il suo mandato.

Nel capoluogo campano, i magistrati hanno abbandonato l’aula mentre il ministro interveniva. Prima di uscire, hanno alzato copie della Costituzione, tenendole ben visibili al cielo, accompagnati dalle note dell’inno di Mameli.

“La riforma non porta alcun cambio di passo al sistema giustizia”, ha affermato a Roma il presidente della Corte d’Appello, Giuseppe Meliadò, nel corso della sua relazione. A Napoli, il procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, ha deciso di non partecipare alla cerimonia.

Gratteri: “Inutile partecipare, nessuno ci ascolta”

Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, ha spiegato ad Agorà Weekend su Rai3 perchè ha disertato la cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario nel capoluogo partenopeo alla presenza di Nordio. “Resto qui in ufficio a lavorare perché non ritengo utile la mia presenza, dato che nel corso di tutto questo tempo, mesi e anni, nessuno ha chiesto e ha voluto un confronto per discutere sul piano pratico, tecnico e giuridico della riforma. Quindi andare lì a sentire lo stesso discorso fatto ieri, fatto in televisione ieri sera o fatto l’altro ancora, non ne vale la pena”. Poi ha aggiunto: “Tutte le manifestazioni, le proteste democratiche, sono legittime, devono essere fatte. Anzi, dico che l’Anm sinora è stata molto timida rispetto anche ad altre riforme”. E ancora: “Penso che debba essere la politica a dimostrare di voler dialogare e ragionare. Se questo non c’è… Non parlo di scontro. Noi siamo qui tranquilli sereni, stiamo lavorando, con gli strumenti che il legislatore ci dà. Però è ovvio che ci devono consentire, come per tutti, i cittadini, eccetera, di poter protestare e contestare”. E sulla separazione delle carriere Gratteri ha osservato: “Perché l’esigenza di questa separazione dato che di fatto già c’è separazione? Ogni anno esce un bollettone dove vengono pubblicati circa 400 posti in primo grado in tutta Italia. I termini sono scaduti ieri, 24 gennaio. Mi spiega perché, di questi 400 posti, solo due/tre da pm chiedono di passare a giudice, e da giudice di passare a pm? Nel caso in cui troveranno collocazione e quindi il posto, devono cambiare Regione se cambiano funzione. Quindi qual è l’esigenza? Per il 2% ogni anno si deve dunque cambiare la Costituzione? Non le sembra sproporzionato questo lavoro? Tutto questo lavoro che bisognerà fare alle Camere per meno del 2% dei magistrati che ogni anno cambia funzione? Non le sembra strano questo?”.

         Salvatore Battaglia

Presidente Accademia delle Prefi


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