Palermo 3 settembre 2026 – La Flai Cgil Palermo e la Cgil Palermo esprimo rabbia e fermezza davanti alla morte di Camara Dramane, l’operaio agricolo di 30 anni, originario della Guinea (non del Gambia) schiacciato due giorni fa da un mezzo agricolo a Ciminna. E dicendo basta al “cordoglio di facciata”, Flai e Cgil chiedono che la sua morte non venga archiviata come un caso ma considerata come “l’effetto diretto di un sistema agricolo che non sempre applica tutte le tutele e le norme sulla sicurezza e tollera le zone grigie”.

Il sindacato è già in contatto con la comunità della Guinea presente a Palermo seguirà passo dopo passo l’evoluzione delle indagini e insieme alla comunità si mobiliterà e vigilerà per garantire degna sepoltura a Camara mentre si attende l’esito dell’autopsia per fare piena luce sulle cause del decesso.

Camara è morto due giorni fa, anche se la notizia è stata diffusa solo ieri. “Non aveva la famiglia al seguito qui in Italia. Ma non è solo – dichiarano Pisa e Nzirirane – Questo dramma si abbatte su un territorio, quello di Ciminna, già profondamente lacerato e in lutto per la recente, dolorosa perdita del giovane concittadino rimasto vittima dei devastanti incendi. Due giovani vite spezzate in pochissimo tempo sono un peso insostenibile: oggi la richiesta di giustizia del sindacato si unisce al dolore profondo dell’intera comunità di Ciminna e dei cittadini guineani a Palermo”.

I dati dell’Osservatorio Vega Engineering, basati su dati Inail, fotografano in Sicilia una realtà spietata in cui i decessi sul lavoro sono in aumento e il comparto agricolo è in cima alla lista dei morti. “Il ribaltamento dei mezzi è la prima causa di morte per schiacciamento. Tutto questo accade mentre la carenza cronica di ispettori del lavoro nell’Isola rende i controlli un evento rarissimo, lasciando i braccianti agricoli del tutto scoperti – proseguono Enza Pisa e Bijou Nzirirane – Chiediamo una task force permanente guidata dallo Spresal dell’Asp e dell’Ispettorato del Lavoro per presidiare i campi palermitani, partendo dalle aree più interne. Il tempo della pazienza è scaduto. Solleciteremo la convocazione della Rete del lavoro agricolo di qualità e un confronto con le istituzione, per attivare azioni di sistema perché non si può più continuare a parlare di emergenza”.

Tra le criticità che rileva il sindacato, c’è quella della mancanza di una formazione sulla sicurezza accessibile a tutti i lavoratori, soprattutto ai lavoratori migranti, “che continuano a essere tra i soggetti maggiormente esposti ai rischi di infortunio”. “Investire nella formazione – concludono Flai e Cgil – anche attraverso strumenti e materiali adeguati alle diverse esigenze linguistiche e culturali, rappresenta una condizione imprescindibile per la tutela della salute e della dignità del lavoro”.





Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.