Sabato 11 aprile alle ore 17:30 presso la galleria d’arte Studio 71 (via V. Fuxa 9) a Palermo, sarà inaugurata la mostra di Giovanna Vinciguerra e Moss Carrol dal titolo:
DARNAU O DDAEAR
Darnau o Ddaear è un progetto espositivo sviluppato tra il Galles e la Sicilia, concepito come una serie di mostre che mettono in relazione due territori geograficamente distanti, ma profondamente connessi da dinamiche naturali e culturali. Traendo ispirazione dalle rispettive regioni d’origine, Eryri e l’Etna, l’artista gallese Moss Carroll e l’artista siciliana Giovanna Vinciguerra instaurano un dialogo tra le loro pratiche artistiche, riflettendo sulle identità culturali, sui legami con i luoghi natali e sulle esperienze di attraversamento e scoperta dell’altro. Il progetto si configura così come uno spazio di incontro tra due paesaggi e due immaginari, in cui differenze geografiche e affinità profonde si intrecciano. Sculture, installazioni e dipinti popolano le sale della galleria Studio 71 di Palermo.
Scrive Rocco Giudice nella sua presentazione: “…quello cui assistiamo non è un viaggio o un accostamento fra due realtà geografiche distanti, ma l’emergere e installarsi dell’una e dell’altra in una dimensione, la pittura, che rappresenta la matrice comune.” E ancora: “Giovanna Vinciguerra lega inscindibilmente luoghi e persone, ricordi propri e memorie più vaste che vanno da dettagli recuperati da un passato più remoto di quanto dicano gli anni a paesaggi celesti meno distanti dal cuore che dagli occhi. La trama fra storia e mitologia, cielo e terra, fra colori e installazioni, fra persone e cose, è una sola. G.V. stabilisce un nesso che non accetta relazioni affidate al caso non più che alla fatalità: quelle che obbediscono all’arte rispondono a vincoli e stimoli che vanno o aspirano a andare e a ritrovarsi oltre il cerchio di aspirazioni, desideri, possibilità che la vita da cui scaturiscono non è in grado di esaudire.”
Per poi proseguire: “Moss Carroll sembra sentire con la pelle il paesaggio, attraverso un filtro che permette di arrivare oltre l’immagine, dentro di essa: l’emozione come fatto termico, l’idea tattile di un luogo o meglio ancora, di una dimensione che poco rispetta i limiti della fisiologia della percezione e l’ordine del discorso. Questa oltranza che il gesto pittorico afferra per i capelli, che strattona quanto è scosso, come è ovvio nel caso dell’Etna, da quel che sovrasta la misura umana, supera il confine fra interiorità e realtà visibile, fra superficie e spazio inaccessibile.
Non c’è una immagine che possa dominare quello che tocca nel profondo: la geologia siciliana, anzi, specificamente etnea, scava per affiorare nelle viscere delle miniere del Galles: lave e ardesia parlano una sola lingua: sotterranea, ipogea, carsica, che, portata alla luce, emersa all’aria, incendia, profetica, in una sorta di dettato liturgico propiziatorio, ma di un passato immemorabile, anteriore al mito e destinato a sopravvivergli perché esso possa rinascere da quelle ceneri, incantare o soggiogare ancora.”
La mostra sarà visitabile fino al 18 aprile 2026 tutti i giorni dalle 16:30 alle 18:30 escluso i festivi.
Luogo: galleria Studio 71, via V. Fuxa, 9, PALERMO, PALERMO, SICILIA

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