Nel giorno in cui il mondo celebra la Giornata Internazionale dei Musei, la società AR.CA diffonde i primi numeri della nuova gestione del museo che custodisce il patrimonio dei beni ecclesiastici dell’Arcidiocesi
C’è un filo che lega il tema scelto dall’International council of museums (ICOM) per l’edizione 2026 della Giornata internazionale dei musei — “Musei che uniscono un mondo diviso” — ai numeri del Museo diocesano di Catania: 33mila accessi in sei mesi, tra cui oltre 4mila studenti, raccontano un luogo che ha saputo fare da ponte tra fedeli e turisti, cittadini e studenti, memoria e presente.
“Questi risultati ci dicono che un museo aperto, accessibile e inserito in un progetto culturale di sistema funziona – precisa Paolo Babbo, presidente di AR.CA -. Oltre trentamila visitatori in sei mesi vanno oltre il semplice dato statistico: sono persone che hanno scelto di entrare, di fermarsi, di conoscere. Di attivare un incontro col patrimonio artistico dell’Arcidiocesi e con i percorsi di fede che il nostro itinerario propone. Questo è il senso di quello che stiamo costruendo”.
Da metà dicembre 2025, con l’avvio del percorso ArtEcclesiae Catania — il parco culturale realizzato da AR.CA in accordo con l’Arcidiocesi di Catania per mettere in rete Cattedrale, Terme Achilliane, Basilica Collegiata, Trittico Agatino e Museo diocesano — il museo ha cambiato passo. L’inserimento nell’itinerario ne ha valorizzato la presenza sul territorio, collocandolo in un percorso integrato capace di raccontare in modo coerente storia, arte e fede dell’Arcidiocesi di Catania. Ad offrire ulteriori opportunità a turisti e fedeli la continuità degli orari di apertura, con il museo accessibile ogni giorno senza interruzioni, in alta stagione fino alle 21.
Particolarmente significativo il focus sulle scuole, a ribadire la preziosa funzione sociale del Museo diocesano per la città di Catania, e soprattutto per i più giovani. Circa 4mila studenti, tramite un accordo che privilegia gli accessi degli istituti scolastici, hanno visitato la struttura nei primi sei mesi di attività, un numero che testimonia come il museo si stia affermando come riferimento culturale e formativo per la città.
“Conoscere il patrimonio ecclesiastico di Catania – sottolinea Grazia Spampinato, direttrice del Museo Diocesano – significa conoscere Catania: la sua storia, la sua identità, il racconto di secoli che hanno plasmato luoghi, comunità e tradizioni. Inoltre, dal nostro punto di vista, un museo che accoglie i ragazzi delle scuole è un museo che investe nel futuro”.
Un futuro che, a giudicare dalla rete ulteriormente ampliata con gli istituti scolastici in questi primi sei mesi di attività e dalla risposta degli studenti, è già iniziato.

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