La Segreteria Regionale SINALP Sicilia esprime rabbia, sdegno e una profonda indignazione per l’assordante silenzio delle istituzioni nazionali di fronte alla tragedia che ha colpito Niscemi.

Mentre oltre 1.500 cittadini sono da settimane sospesi nel limbo dell’evacuazione, privati della casa, del lavoro e della dignità, e mentre un’intera economia regionale è stata annientata dal ciclone Harry, lo Stato sceglie di voltarsi dall’altra parte.

L’Italia che “conta” applaude alle Olimpiadi Milano-Cortina, si distrae con il glamour del Festival di Sanremo e investe risorse e attenzione in grandi eventi nordcentrici, mentre la Sicilia, lasciata sola, affoga nel fango e nell’indifferenza istituzionale.

Come organizzazione sindacale, denunciamo con forza che quanto sta avvenendo a Niscemi non è solo un disastro ambientale, ma una emergenza sociale e occupazionale senza precedenti.


Sono a rischio migliaia di posti di lavoro, diretti e indiretti, agricoltori, braccianti, autotrasportatori, piccoli imprenditori, lavoratori stagionali, famiglie intere sono state private della propria fonte di reddito e della propria abitazione, senza alcuna garanzia concreta sul futuro.

In altre parti del Paese, di fronte a calamità anche meno devastanti, abbiamo assistito a settimane di maratone televisive, raccolte fondi nazionali, interventi straordinari dello Stato e della Protezione Civile.

Per Niscemi, con danni stimati vicini ai due miliardi di euro, il silenzio è totale se si escludono i servizi di circa un minuto che i TG nazionali danno e non come prima notizia.

La solidarietà è rimasta un fatto interno alla Sicilia, sostenuta esclusivamente dal cuore e dall’impegno di AVO Sicilia, AVIS locali e Misericordie, realtà siciliane che hanno trasformato la solidarietà in azioni concrete.


Dallo Stato centrale e dai grandi media nazionali sono arrivate solo frasi di circostanza, un insulto alla dignità dei lavoratori siciliani.

Il disastro di Niscemi ha scoperchiato un vaso di Pandora fatto di incuria, ritardi, incapacità amministrativa e assenza di programmazione.

Dai notiziari è emerso che 25 milioni di euro già stanziati negli anni passati per la messa in sicurezza del territorio non sono mai stati spesi, per l’incapacità di progettare e prevenire.

E cosa ancora più grave i media nazionali ci fanno sapere che Niscemi è stata esclusa dai 99 milioni di euro del PNRR destinati al dissesto idrogeologico.

Di chi è la responsabilità?

Chi doveva vigilare?

Chi ha lasciato che una comunità intera venisse esposta a un rischio noto e prevedibile?

Non si può morire di fango nel 2026 per colpa di una burocrazia cieca e di una politica irresponsabile.

Questa è responsabilità politica oggettiva, e come sindacato non permetteremo che venga insabbiata.


La Regione Siciliana ha stanziato 13 milioni di euro, un segnale concreto, ma insufficiente rispetto alla portata del disastro.

Il contributo mensile di poche centinaia di euro, ad oggi soltanto annunciato dal Governo Nazionale è una elemosina offensiva, che non restituisce una casa, non salva un’azienda, non tutela un posto di lavoro.

Invitiamo la politica siciliana a interrompere ogni atteggiamento servile verso Roma.

Le passerelle, i continui sopralluoghi e le promesse di “ulteriori fondi” non pagano i mutui, non ricostruiscono le aziende agricole, non garantiscono continuità occupazionale.

Serve subito un Piano Straordinario per Niscemi e per tutte le aree costiere siciliane colpite dal ciclone Harry, con fondi certi, interventi strutturali e tutele reali per lavoratori e imprese.

Se lo Stato continuerà a non rispondere, la politica siciliana ha il dovere di trarne le conseguenze e di porre con forza la Questione Siciliana come priorità nazionale assoluta, senza sconti e senza compromessi.

La Sicilia è Italia sempre, non solo quando c’è da riscuotere tasse o raccogliere voti.

Il SINALP non accetterà che Niscemi venga archiviata come un “evento sfortunato”.

Pretendiamo pari dignità, sicurezza, lavoro e il diritto di restare nella nostra terra senza la paura di essere sepolti vivi dall’indifferenza dello Stato.

La Segreteria SINALP Sicilia

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