“Vorremmo che passasse un messaggio chiaro: nessuno, a nessun titolo, può chiedere soldi in cambio di occupazione! Sono offerte-truffa di lavoro fatte da criminali che speculano sulla disperazione e vanno denunciate. In ogni caso e subito. I nostri uffici sindacali e i nostri sportelli di Servizio alle Persone, intanto, restano come sempre a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori, anche solo per offrire un consiglio utile a non cadere in trappola”.
Enza Meli, segretaria generale della Uil etnea, commenta così la notizia del disoccupato catanese che sarebbe rimasto vittima di un pregiudicato con il miraggio di un’assunzione a tempo indeterminato in una presunta società di vigilanza. “Siamo grati alla Polizia – aggiunge Enza Meli – per avere identificato l’autore di questo episodio spregevole, che purtroppo non costituisce un fatto isolato e rappresenta il sintomo di un disagio diffuso. Specie a Catania, che era e resta capitale della crisi a dispetto di quanti propongono scenari di un’esaltante crescita occupazionale nel nostro territorio. Al netto di giochi di prestigio su dati e progetti, dov’è il lavoro vero?
Quello stabile, dignitoso e sicuro latita mentre la fuga della generazione-trolley e lo spopolamento sono fenomeni sotto gli occhi di tutti in città, ancor più in provincia. La nostra richiesta di opportunità e sviluppo nasce proprio dall’esigenza di contrastare il declino, in cui fra l’altro sguazzano truffatori e aziende-pirata. Servono fatti concreti, non strombazzati spot da campagna elettorale”.
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