La pelle non è un organo isolato, ma il riflesso fedele del nostro equilibrio interno. Da questo presupposto scientifico si sono sviluppati i lavori della giornata di formazione svoltasi presso l’aula congressi del Dipartimento Oncologico “La Maddalena” di Palermo. L’evento dermatologico Oncoderm, giunto alla sua ventisettesima edizione, con provider e segreteria organizzativa a cura di Biba group, ha quest’anno rotto gli schemi tradizionali della specialistica medica mettendo al centro del dibattito la reale cooperazione interdisciplinare tra dermatologi, endocrinologi, gastroenterologi, epatologi ed oncologi.
“Dobbiamo essere pronti a capire che siamo in fondo degli internisti che vedono la parte più superficiale e leggibile di un organismo”, hanno sottolineato i due responsabili scientifici del congresso, Giuseppe Noto, responsabile scientifico Oncoderm nonché dell’UO di dermatologia del Dipartimento oncologico “La Maddalena” di Palermo, e il dermatologo Massimo Francesco Iuculano. “Una realtà clinica che impone un cambio di paradigma, – concludono – ovvero il passaggio dalle singole visite a percorsi di cura integrati e integrali”.
Le sfide aperte: PDTA e Università
Se da un lato il congresso ha dimostrato l’efficacia del confronto sul campo, dall’altro ha fatto emergere una forte autocritica sul fronte della formazione istituzionale e dell’assistenza. I relatori hanno sottolineato come la multidisciplinarietà sia oggi molto declinata a parole ma ancora poco praticata nelle aule universitarie e nelle scuole di specializzazione, a detta del professore di Gastroenterologia dell’Università di Palermo, Carlo Cammà. “La sfida cruciale per il futuro della sanità è la creazione di veri PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) integrati, – ha sottolineato – capaci di guidare il paziente in una direzione chiara, evitando la dispersione tra le diverse specialità”.
Focus Melanoma: diagnosi precoce e casi in aumento
Ampio spazio è stato dedicato all’oncologia cutanea. Il melanoma si dimostra una patologia oggi in costante aumento: strettamente correlata all’esposizione solare, colpisce l’intera popolazione e anche i giovani. Il dato più allarmante riguarda l’abbassamento dell’età anagrafica: “I trial clinici per i trattamenti immunoterapici includono oggi pazienti sempre più giovani”, evidenzia Carlo Arcara, responsabile dell’UO di Oncologia a “La Maddalena” di Palermo. In questo scenario, la gestione del paziente oncologico richiede un team multispecialistico in cui il dermatologo interviene nella diagnosi precoce, il chirurgo e l’oncologo nella terapia, e l’endocrinologo nella gestione dei delicati effetti avversi endocrini legati all’immunoterapia. Attenzione massima è stata rivolta anche alla familiarità e alle alterazioni genetiche nei casi di melanomi multipli.
Stile di vita, “Inflammageing” e la rivoluzione dei farmaci biologici
Tra i temi cardine, il concetto di inflammageing, ovvero l’invecchiamento biologico accelerato dall’infiammazione cronica di basso grado. Nella seconda sessione del congresso, la dermatologa Elisabetta Perosino ha ricordato che il modo in cui invecchiamo dipende strettamente dal controllo di questa infiammazione, causata non solo da fattori genetici ma soprattutto da uno stile di vita e da un’alimentazione inadeguati.
In coda ai lavori è stata celebrata la vera e propria innovazione terapeutica degli ultimi vent’anni: l’avvento dei farmaci biologici che permettono di curare in maniera più efficace i casi gravi. “La malattia – ha spiegato Leonardo Zichichi, direttore dell’UOC di Dermatologia presso il presidio ospedaliero “S. Antonio Abate” di Trapani – scompare alla vista e alla percezione del paziente, restituendo una qualità della vita sovrapponibile a quella dei soggetti sani”.
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