Tipo segnalazione: Disservizio
Ci Sono… Anch’Io interviene immediatamente. Montera: «Non aspetteremo neppure la nostra presentazione ufficiale. Davanti a una persona in carrozzina che trova la strada sbarrata non esistono inaugurazioni, calendari o passerelle: bisogna agire.» Oggi Palermo celebra un passaggio importante: l’adozione del PEBA, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. E proprio oggi noi mostriamo queste fotografie. Perché qui il problema appare ancora più assurdo. Non stiamo denunciando soltanto una barriera architettonica mai eliminata. Stiamo denunciando qualcosa che, se confermato dagli uffici competenti, sarebbe ancora più grave: l’aver compromesso l’accessibilità proprio dove uno scivolo era già stato realizzato.
Piazza Matteo Maria Boiardo, altezza civico 25
Via Notarbartolo, altezza civico 49 e area dell’angolo interessato
Guardate le fotografie. Gli abbassamenti del marciapiede ci sono. Sono opere pubbliche realizzate proprio per consentire a una carrozzina, a una persona con ridotta mobilità, a un anziano o a un genitore con passeggino di superare il dislivello tra strada e marciapiede. Eppure, in corrispondenza o nelle immediate vicinanze di questi passaggi, sono presenti strutture metalliche che sembrano trasformare quello che dovrebbe essere un percorso accessibile in un ostacolo. E allora le domande sono inevitabili. Chi ha installato queste strutture? Chi ne ha autorizzato il posizionamento? È stata preventivamente verificata la compatibilità dell’intervento con la normativa sull’accessibilità? È stato verificato che rimangano garantiti larghezza, continuità e sicurezza del percorso pedonale accessibile? E soprattutto: perché spendere denaro per realizzare uno scivolo se successivamente se ne compromette concretamente l’utilizzo?
Non formuliamo accuse senza conoscere gli atti. Chiediamo gli atti. Chiediamo verifiche. Chiediamo responsabilità amministrative, se saranno accertate. E soprattutto chiediamo di liberare immediatamente quei passaggi qualora i sopralluoghi confermino l’impedimento documentato. La normativa non è un’opinione. Il D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503, relativo all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici, considera barriere anche gli ostacoli fisici che creano disagio alla mobilità e quelli che limitano o impediscono la comoda e sicura utilizzazione degli spazi, con particolare riguardo alle persone con capacità motoria ridotta o impedita. A ciò si aggiungono i principi e le prescrizioni tecniche in materia di accessibilità contenuti nel D.M. 14 giugno 1989 n. 236, oltre al quadro generale di tutela delle persone con disabilità delineato dalla Legge 5 febbraio 1992 n. 104. Ma prima ancora delle leggi esiste una parola semplicissima: DIGNITÀ.
Perché per chi cammina quel punto può essere soltanto qualche metro di marciapiede. Per chi vive su una carrozzina può diventare un ALT alla propria libertà. Significa arrivare fin lì e fermarsi. Significa cercare un’altra strada. Significa esporsi al traffico o dover chiedere aiuto. Significa sentirsi dire ancora una volta, senza che nessuno pronunci una parola: «Tu da qui non passi.»
Ed è questo che non possiamo più accettare. Proprio nel giorno in cui Palermo annuncia il suo PEBA, dobbiamo avere il coraggio di ricordare che l’accessibilità non può esistere soltanto nei piani, nelle delibere e nelle conferenze stampa. Deve esistere sui marciapiedi. Per questo Ci Sono… Anch’Io non aspetterà la manifestazione pubblica con cui presenteremo ufficialmente il nostro gruppo alla città. Cominciamo da oggi. Cominciamo da qui.
Chiediamo formalmente al Sindaco di Palermo, prof. Roberto Lagalla, all’Assessore Maurizio Carta, all’Assessore Mimma Calabrò e agli uffici comunali competenti: un sopralluogo urgente nei punti segnalati; la verifica delle autorizzazioni relative alle strutture installate; la verifica tecnica della conformità alle norme sull’accessibilità; l’individuazione di eventuali responsabilità e, qualora venga confermata l’ostruzione del percorso accessibile, l’immediato ripristino della piena fruibilità degli scivoli. Non chiediamo mesi. Non chiediamo commissioni infinite. Qui, se tecnicamente e amministrativamente possibile, può bastare un sopralluogo, una decisione e forse un’ora di lavoro. E quell’ora di lavoro può restituire libertà a una persona per anni.
«AIUTIAMO CHI GIÀ PAGA OGNI GIORNO LE CONSEGUENZE DI UNA CONDIZIONE CHE NON HA SCELTO.» Una persona con disabilità non deve ringraziare nessuno perché riesce ad attraversare una strada. È un suo diritto. Non vuole compassione. Vuole passare. Non vuole privilegi. Vuole poter vivere Palermo come tutti gli altri. E se abbiamo veramente deciso che Palermo deve diventare una città senza barriere, allora cominciamo dalle cose semplici.
Sindaco, Assessori, intervenite. Liberiamo questi scivoli. Restituiamo quel pezzo di città a chi oggi non riesce ad attraversarlo. Perché una città che mette un ostacolo davanti a una carrozzina non sta bloccando soltanto due ruote. Sta mettendo un ostacolo davanti alla vita di una persona.
CI SONO… ANCH’IO Non chiediamo favori. Chiediamo diritti.
Gabriele Montera
Luogo: CI SONO ANCH’IO , via pier luigi deodato, 10, PALERMO, PALERMO, SICILIA


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