«L’esclusione dell’Ordine dei Geologi di Sicilia dal tavolo sul Parco degli Iblei è una decisione grave, incomprensibile e istituzionalmente ingiustificabile».

Con queste parole il presidente dell’Ordine dei Geologi di Sicilia, Paolo Mozzicato, esprime il forte disappunto della categoria di professionisti per la mancata convocazione alla riunione avente per oggetto la procedura per la istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, prevista oggi alle ore 13 presso il Palazzo della Provincia di Viale del Fante a Ragusa.


Peraltro – come viene sottolineato nella nota a firma del Presidente Mozzicato – quella dei Geologi è la categoria professionale che, per legge, è titolare di esclusive competenze tecnico-scientifiche in materia di tutela del territorio e che pertanto non può essere esclusa nelle sue fasi propedeutiche.

«Ancora più incomprensibile è la scelta di invitare soggetti che non possiedono le nostre specifiche competenze, escludendo invece chi il territorio lo studia, ne valuta i rischi e contribuisce quotidianamente alla sua pianificazione. Una decisione che mortifica il ruolo delle professioni tecniche e priva il confronto istituzionale di un contributo essenziale».


Il presidente ricorda inoltre come, nei precedenti appuntamenti dedicati al Parco degli Iblei, il Consiglio Nazionale dei Geologi fosse stato regolarmente coinvolto: «Per questo motivo la nostra esclusione appare ancora più inspiegabile e rappresenta un passo indietro che non possiamo accettare in silenzio».

Infine, Mozzicato lancia un richiamo alle istituzioni ed alla politica in generale: «Ai geologi si pensa sempre quando è troppo tardi, dopo frane, alluvioni, dissesti e tragedie. Quando invece si decide il futuro del territorio, le nostre competenze vengono troppo spesso ignorate. È una cultura che deve cambiare: la prevenzione non si costruisce dopo le emergenze, ma coinvolgendo fin dall’inizio chi ha le conoscenze scientifiche per evitarle. Escludere i geologi anche in questa specifica circostanza, oltre che rappresentare una grave scorrettezza sul piano formale, significa in sostanza indebolire la qualità delle decisioni e rinunciare ad una corretta pianificazione del territorio».

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