Interrogazione al Governo regionale: chiarimenti sui ristori per il caro gasolio e richiesta di 18,7 milioni per il fermo dovuto al maltempo.
«La pesca siciliana ha bisogno di risposte immediate. Il caro carburante e i prolungati periodi di fermo dovuti alle condizioni meteomarine avverse mettono in difficoltà le imprese e il reddito degli equipaggi. Occorre fare in modo che le risorse disponibili raggiungano davvero chi ne ha bisogno».
Lo dichiara l’on. Santo Primavera, deputato regionale del Mpa, che con un’interrogazione rivolta al Presidente della Regione Siciliana e all’Assessore regionale all’Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea chiede chiarimenti sull’efficacia degli indennizzi e interventi a sostegno delle marinerie dell’Isola.
Al centro dell’iniziativa, la dotazione di oltre 17 milioni di euro prevista per compensare i maggiori costi di produzione legati alla crisi in Medio Oriente: 12,1 milioni di risorse FEAMPA e 5 milioni a carico del bilancio regionale. Secondo le stime riportate nell’interrogazione, la riduzione del coefficiente utilizzato per calcolare i contributi, le demolizioni delle imbarcazioni e le difficoltà di accesso agli aiuti potrebbero determinare una spesa effettiva inferiore ai 10 milioni, lasciando inutilizzati circa 7 milioni di euro.
«Chiediamo al Governo di chiarire quanto di queste somme si prevede di erogare e quale destinazione avranno le eventuali economie. La proposta è mantenere queste risorse a sostegno della pesca, verificando la possibilità di impiegarle per contribuire a indennizzare anche i danni provocati dal maltempo», prosegue il deputato autonomista.
L’interrogazione sollecita il rifinanziamento del Fondo regionale di solidarietà della pesca, con uno stanziamento complessivo di 18 milioni e 708 mila euro, di cui circa 14,2 milioni per le imprese e 4,5 milioni per i marittimi, a sostegno di chi ha subito l’interruzione dell’attività tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026.
Un ulteriore nodo riguarda le imprese che, a causa della crisi di liquidità, non riescono a mantenere la regolarità contributiva e rischiano di restare escluse dai ristori. Primavera chiede di valutare procedure di compensazione tra i contributi concedibili e i debiti verso Inps, Inail e Agenzia delle Entrate, con l’erogazione alle imprese dell’eventuale differenza.
«Il rischio è che proprio le aziende più in difficoltà non riescano ad accedere agli strumenti pensati per sostenerle. Servono soluzioni praticabili, tempi certi e attenzione al reddito dei lavoratori. Difendere la pesca siciliana significa tutelare occupazione, attività produttive e comunità costiere: su questo chiediamo un impegno concreto al Governo regionale», conclude Primavera.
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