Palermo 15 giugno 2026 – “Auspicavamo maggiore sensibilità istituzionale, ci aspettavamo che il ministro trovasse il tempo di incontrare a Palermo i sindacati, dopo i nuovi episodi di violenza mafiosa che hanno creato profonda inquietudine e preoccupazione in città. Incontrare le forze sociali e produttive per un ministro della Repubblica dovrebbe essere un dovere”. A dichiararlo è il segretario generale Cgil Palermo, Mario Ridulfo, dopo che la richiesta di un incontro tra i sindacati e il ministro Matteo Piantedosi, che oggi sarà a fine mattinata a Palermo per presiedere  il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, è caduta nel vuoto. “Per noi, la sequenza degli eventi criminali rappresenta una vera e propria sfida allo Stato e dunque a tutti. Per quanti conoscono la nostra realtà aggiunge Ridulfo – non è sufficiente solamente l’iniziativa delle forze dell’ordine e della magistratura, che non vanno lasciate mai sole nella lotta e nel contrasto alla mafia. Serve partecipazione e coinvolgimento della parte sana della nostra società, serve una forte iniziativa sociale e politica che abbia come obiettivo l’eliminazione del brodo di coltura e delle contraddizioni che alimentano nei quartieri e nei paesi della nostra provincia la nascita e la crescita di nuove leve mafiose”. “Oltre ad eliminare le piazze di spaccio – aggiunge il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo – bisogna affrontare le marginalità e i divari sociali che caratterizzano i nostri quartieri e garantire gli stessi diritti costituzionali ai cittadini, soprattutto ai più giovani. Se invece si pensa sufficiente l’approccio repressivo, tra l’altro in forte ritardo, si capisce perché il ministro non trova il tempo di incontrare a Palermo le forze sociali e produttive. Se prima eravamo preoccupati per la carenza delle risposte da parte del governo nazionale alla emergenza sicurezza e legalità a Palermo, adesso siamo fortemente preoccupati per una evidente sottovalutazione del fenomeno”.


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