Dell’origine di questo linguaggio si parla anche nello spettacolo “La regina di Sicilia”, e rappresentato ieri davanti la Cattedrale dopo una conferenza stampa in Municipio presieduta dal sindaco di Piazza Armerina Nino Cammarata, che ha ricordato il collegamento della rievocazione storica con i festeggiamenti in onore della Santa Patrona. All’incontro con i giornalisti erano presenti, anche Carla Maria Russo – autrice del best seller “La sposa normanna”, su Costanza d’Altavilla, da cui Gisella Calì ha tratto il lavoro “teatral-musicale” presentato -, e Dino Vullo, coordinatore della rievocazione storica, il quale ha parlato delle novità di quest’anno. Il vicesindaco Ettore Messina ha poi sottolineato la valenza culturale delle iniziative, ricordando il legame con la Cina – quest’anno il drappo del Palio sarà donato da Xiu De Chi, maestro della Pop Art cinese contemporanea – tramite Prospero Intorcetta, il gesuita che nel Seicento tradusse in latino Confucio.


 “La settantunesima edizione del Palio l’abbiamo aperta con un importante spettacolo teatrale, La regina di Sicilia, tratto da La sposa normanna, anticipatore delle vicende di questo popolo, da Adelasia a Costanza d’Altavilla, e si sta adesso svolgendo nelle giornate consuete, ossia 12,13 e 14 di agosto. Il 15 si concluderà con i festeggiamenti della Santa Patrona, a cui il Palio dei Normanni è strettamente collegato”.

Lo ha detto ieri pomeriggio nel corso di un incontro con i giornalisti in Municipio, Nino Cammarata, sindaco di Piazza Armerina, ricordando come, al termine del Palio, “il quartiere vincitore porterà il vessillo di Maria Santissima delle Vittorie”.

La storica manifestazione piazzese, si è incamminata, come ricordato dal primo cittadino, verso il millennium normanno (1027-2027), con la rappresentazione in piazza Cattedrale dello spettacolo tratto dalla regista Gisella Calì dal libro di Carla Maria Russo dal titolo La sposa normanna, uscito nel 2005 e che narra la vita di Costanza d’Altavilla, ultima erede dei Normanni in Sicilia, costretta a lasciare il convento per un matrimonio politico con Enrico di Svevia.

“Un romanzo – ha detto la scrittrice a margine della conferenza stampa – che mi ha dato sempre grandissime soddisfazioni: continua a essere letto, cercato, entusiasma i lettori. Non so nemmeno spiegarmi bene le ragioni di questo costante successo: ormai è diventato un classico. Immagino sia perché tratta il tema della maternità, della figura della donna, del rapporto violento in una situazione matrimoniale, della forte costrizione di strapparla al convento”.

Lo spettacolo teatral-musicale – che si è avvalso della colonna sonora di Lello Analfino e ha visto come protagonista Sissi Castrogiovanni, cantante siciliana candidata ai Grammy Awards – ha aperto dunque gli appuntamenti del Palio, che vedrà il celebre attore Francesco Arca nei panni del Conte Ruggero.

“Ci siamo – ha detto Dino Vullo, coordinatore della rievocazione storica -, oggi, il 12, è la prima giornata del Palio con la consegna delle armi in piazza Semini, momento storico di una tre giorni memorabile. Il 13 ci saranno la consegna delle chiavi e arrivo del Conte Ruggero, liberatore della nostra amata Sicilia, e il 14 con la quintana dei quattro quartieri storici che si contenderanno il Palio di Maria Santissima delle Vittorie e il drappo realizzato ad hoc per la manifestazione”.

E firmato, il drappo, da Xiu De Chi, il più importante artista pop cinese contemporaneo, a sugello del legame con la Cina: tra i cinquemila volumi di grande valore artistico-culturale del Museo del Libro Antico di Piazza Armerina – biblioteca trasformata, grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura, in centro multimediale – è conservata infatti la rarissima traduzione del pensiero di Confucio di un gesuita piazzese, Prospero Intorcetta, che nel 1624 comprese l’importanza del pensiero del grande filosofo cinese.

Ed è proprio la Cultura, come sottolineato dal vicesindaco Ettore Messina, il tratto distintivo di quest’edizione del Palio.

“Per valorizzare una identità culturale nostra che è la lingua galloitalica – ha spiegato – abbiamo dedicato il Palio dei Normanni e tutti gli eventi dell’agosto armerino, ai nostri poeti galloitalici e a questa lingua che non si parla più perché… non se ne parla più”.

“Puntiamo dunque i riflettori – ha aggiunto – sul nostro vernacolo attraverso un’app che consentirà di seguire tutti gli avvenimenti piazzesi non solo in italiano e in inglese ma anche in galloitalico. Durante le dirette del Palio avremo degli ospiti che parleranno di questa lingua e sulla Sicilia del galloitalico abbiamo realizzato una due giorni di cortometraggi. Delle origini di questo linguaggio, poi, si parla anche ne La sposa normanna, che racconta proprio delle gesta di Adelasia del Vasto e Costanza d’Altavilla“.

DIDASCALIE

a – Il sindaco Cammarata accanto a Carla Maria Russo durante la conferenza stampa

b – Un’altra immagine dell’incontro con i giornalisti sul Palio a Piazza Armerina

c – Il vicesindaco Ettore Messina tra la scrittrice Russo, la regista Gisella Calì e Lello Analfino

d – Un momento delle prove, in piazza Cattedrale, dello spettacolo ‘La regina di Sicilia’

e – L’immagine dell’app da scaricare che consente anche di leggere le informazioni in galloitalico


 

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.