Dai nuovi algoritmi che consentono la previsione del rischio di gravità della malattia epatica, alla genetica e l’interazione ambientale nello spettro della SLA (sclerosi laterale amiotrofica). E ancora, la prevenzione e i meccanismi eziopatogenetici e fisiopatologici della demenza, il trattamento di disturbi neurodegenerativi incurabili, l’innovazione diagnostica per le malattie infiammatorie intestinali nei bambini e negli adulti. 

Sono solo alcuni dei 16 progetti di ricerca finanziati dai fondi del PNRR in cui è coinvolto il Policlinico di Palermo per un totale di circa 15.550.060,00 euro, di cui 4.221.265,00 destinati all’Azienda ospedaliera universitaria per la propria parte di ricerca. 

In uno dei 16 progetti, presentato dal gastroenterologo Salvatore Petta, e che ha l’obiettivo di sviluppare strumenti di precisione predittivi per la diagnosi del rischio di malattia della steatoepatite non alcolica (NASH), malattia epatica emergente, il Policlinico è capofila. “Lo studio è finalizzato – spiega Petta – a sviluppare e validare un approccio innovativo basato sull’intelligenza artificiale che integri dati clinici, biomarcatori e informazioni genetiche”. 

In tutti gli altri progetti, l’Azienda ospedaliera universitaria è presente come partner di Enti e istituzioni, tra cui la Fondazione Gemelli, il San Raffaele di Milano, l’Istituto Superiore di sanità.  

Il Commissario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Salvatore Iacolino, commenta: “Il riconoscimento della bontà dei progetti presentati conferma ancora una volta le qualità scientifiche e assistenziali della sanità universitaria. È, pertanto, motivo di orgoglio la qualificata partecipazione del “Paolo Giaccone” a un network nazionale che vede i nostri ricercatori non solo partecipi ma anche protagonisti. Con l’impegno a rendere pienamente concreti gli obiettivi di ricerca che devono avere una ricaduta assistenziale con obiettivi coerenti e unitarietà di intenti facilitando l’accesso a cure sempre più moderne e personalizzate”. 

Il bando a cui hanno partecipato i ricercatori del Policlinico prevedeva la selezione di progetti di ricerca su tre tematiche: 

 1. Proof of concept (PoC): progetti volti a ridurre il gap fra i risultati della ricerca scientifica e l’applicazione di essi per scopi industriali, nei settori dei dispositivi medici, farmaci, metodi diagnostici avanzati e innovativi.  

2. Malattie Rare (MR): per rafforzare la capacità di risposta dei centri di eccellenza presenti in Italia e modelli innovativi che migliorino la qualità complessiva della presa in carico dei pazienti.

3. Malattie Croniche non Trasmissibili (MCnT) ad alto impatto sui sistemi sanitari e socio-assistenziali

I progetti finanziati sono quelli presentati da Salvatore Petta (271 mila euro); Mario Barbagallo (140.500 €); Chiara Bellia (150mila €); Cirino Botta (301.740mila €); Vincenza Calvaruso (202.065mila €); Marcello Ciaccio (399.960mila €); Santina Cottone (138mila €); Francesco Dieli (274.800mila €); Giuliana Guggino (354mila €); Domenico Iacopino (360mila €); Caterina La Cascia (227.300mila €) Walter Mazzucco (225mila €); Serena Meraviglia (380mila €);  Tommaso Piccoli (396.900mila €); Giuseppe Salemi (200mila €); Paolo Ragonese (200mila €).

“È stato un lavoro lungo e complesso – afferma Raffaella Riccobene, responsabile facente funzioni dell’unità operativa semplice “Internazionalizzazione e ricerca sanitaria” –. Il ruolo della nostra unità è quello di facilitare la partecipazione dei ricercatori del Policlinico a tutti i bandi fornendo un supporto puntuale ed efficiente tale da non disperdere le risorse messe a disposizione dai bandi nazionali e comunitari. In questo lavoro, possiamo contare sul supporto del ProMIS (Programma mattone internazionale salute che ha l’obiettivo di rafforzare le strategie di internazionalizzazione dei sistemi sanitari regionali) con l’obiettivo di operare in un sistema condiviso che utilizzi al meglio le potenzialità presenti nel sistema sanitario regionale”.

Tutti i progetti dovranno avere inizio improrogabilmente entro il 20 maggio 2023 e avranno una durata di due anni, a tal fine sono già state firmate le Convenzioni attuative tra Direzione generale della ricerca ed innovazione in sanità del Ministero della salute, i Soggetti attuatori/beneficiari e i “Principal Investigator” della ricerca.

Alberto Firenze, referente regionale del ProMIS, e coordinatore delle attività sul tema salute che la Regione definisce in ambito comunitario, sottolinea: “I progetti in argomento documentano una ampissima potenzialità scientifica dei ricercatori afferenti all’AOUP e rappresentano una opportunità di crescita dell’Azienda nell’ambito della ricerca biomedica del SSN. D’altro canto, anche alla luce del protocollo di intesa siglato tra AOUP e DASOE, il Policlinico svolge il ruolo di capofila di tutte le aziende del SSR, nell’ambito delle attività concordate con il PROMIS”.  

Il bando prevedeva tra i criteri di ammissibilità la previsione dell’ assegnazione di almeno il 40 per cento del finanziamento a soggetti attuatori che hanno una stabile organizzazione delle attività di ricerca nelle aree geografiche del Mezzogiorno; la partecipazione, il coinvolgimento, la protezione e valorizzazione dei giovani; il 30% di ricercatrici collaboratrici principali; il rispetto delle quote per i giovani ricercatori (età inferiore ai 40 anni), sia per il personale con rapporto di lavoro già in essere sia per i giovani ricercatori da assumere.

 

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