Si è svolta nella IV Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’audizione dell’Assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, dedicata alle politiche abitative. Al centro del confronto, la proposta di legge per l’istituzione di un fondo regionale per il sostegno all’affitto, predisposta e fortemente voluta dal Sicet. 

A confermare la centralità della proposta Sicet è il fatto che, allo stato attuale, rappresenta l’unico provvedimento di sostegno all’abitare inserito nella Legge di stabilità regionale 2026–2028. “Abbiamo sottolineato il livello del bisogno abitativo oggi esistente in Sicilia, facilmente riscontrabile nelle graduatorie dei bandi per il sostegno all’affitto del 2021 e 2022, che hanno coinvolto in ciascuna edizione oltre 17mila famiglie” – ha dichiarato Fabio Salici, segretario Generale del Sicet Sicilia – a fronte di questi numeri, resta evidente l’assenza di misure adeguate e di iniziative strutturali di welfare abitativo”. Nel corso dell’audizione è stato ribadito come il sostegno all’affitto sia uno strumento indispensabile per contenere l’emergenza abitativa, ma non sufficiente da solo a risolvere una crisi strutturale.


Secondo il Sicet, è necessario un piano di intervento organico, in linea con le indicazioni del Parlamento Europeo che, attraverso la rimodulazione dei fondi di Coesione, ha individuato le politiche per la casa tra le priorità strategiche dell’Unione Europea. Un piano che parta dalla ristrutturazione e dalla riqualificazione energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, che possa anche generare un volano economico capace di produrre benefici duraturi per le comunità locali.La proposta di legge prevede, per l’esercizio finanziario 2026, uno stanziamento di 5 milioni di euro.


 Il contributo sarà destinato a cittadini italiani, dell’Unione Europea o titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, residenti in Sicilia da almeno due anni, privi di diritti di proprietà o usufrutto e titolari di un regolare contratto di locazione per l’abitazione principale. È inoltre previsto un incremento annuo di 200 euro per ogni figlio aggiuntivo, con erogazione del contributo tramite i Servizi Sociali dei Comuni.

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