Un nuovo importante traguardo per il Polo Universitario Penitenziario(PUP) dell’Università degli Studi di Palermo. Quest’oggi lo studente B.A. è stato proclamato dottore in Scienze delle amministrazioni, consulenza del lavoro e innovazione sociale (classe L-16), rappresentando il quarto studente del PUP UNIPA che completa il ciclo di studi triennale.

In occasione dell’esame finale ha approfondito la tematica sulla tutela dell’imprenditore e dei lavoratori alla quale ha attribuito il titolo “Il danno e la beffa delle misure di prevenzione”, sviluppando una riflessione su un argomento di particolare rilievo giuridico e sociale.


Alla proclamazione erano presenti la prof.ssa Maria Garro, Professore associato di Psicologia dinamica e docente di “Psicodinamica dei servizi penitenziari ed esecuzione penale esterna”, delegata dal Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, prof. Massimo Midiri, alle relazioni con gli istituti penitenziari, la prof.ssa Paola Maggio, Professore ordinario di Scienze Politiche e delle Relazioni internazionali, che precedentemente ha ricoperto il medesimo incarico, contribuendo in maniera determinante alla crescita del progetto, nonché la funzionaria Silvia Bosio, presente in rappresentanza dell’Ufficio speciale del Garante regionale dei diritti dei detenuti della Regione Siciliana.

Il conseguimento di questa laurea rappresenta un ulteriore risultato del percorso avviato dal Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Palermo, che continua a garantire alle persone private della libertà personale il concreto esercizio del diritto allo studio universitario, confermando il valore della formazione quale strumento di crescita personale, responsabilizzazione e reinserimento sociale.

Il Garante regionale dei diritti dei detenuti della Regione Siciliana Antonino De Lisi esprime vivo apprezzamento per questo importante traguardo, rivolgendo le proprie congratulazioni al neolaureato, ai docenti del corso di laurea, alla prof.ssa Maria Garro, alla prof.ssa Paola Maggio, al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, prof. Massimo Midiri, e a tutto il personale universitario e della UIEPE che, con il proprio impegno, rende possibile la realizzazione di percorsi di alta formazione all’interno del sistema penitenziario.


«Ogni laurea conseguita nell’ambito del Polo Universitario Penitenziario rappresenta una vittoria della cultura, della Costituzione e della funzione rieducativa della pena. Dietro questo risultato vi sono impegno, sacrificio e una forte volontà di costruire un futuro diverso. Lo studio restituisce dignità, rafforza il senso di responsabilità e offre strumenti concreti per il reinserimento nella società. Investire nell’istruzione in carcere significa investire nella sicurezza collettiva e nella riduzione della recidiva.»

Il Garante sottolinea come il quarto laureato del Polo universitario Penitenziario di Palermo costituisca un segnale incoraggiante dell’efficacia di un modello fondato sulla collaborazione tra Università, Amministrazione penitenziaria e istituzioni di garanzia, capace di trasformare il tempo della pena in un’occasione di crescita culturale e civile.


«Quando una persona consegue una laurea durante il percorso detentivo – conclude De Lisi – non è soltanto un successo individuale: è il segno che le istituzioni hanno saputo creare le condizioni affinché il diritto allo studio diventi uno strumento concreto di cambiamento. È questa la migliore interpretazione dell’articolo 27 della Costituzione, che affida alla pena anche una funzione di rieducazione e di reinserimento sociale.»

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