“Le gravi notizie riportate oggi dalla stampa sull’inchiesta della Procura di Roma, che vede indagati per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio ex magistrati contabili e figure vicinissime ai vertici politici, delineano uno scenario che il Movimento 5 Stelle temeva e denunciava da tempo. Fermo restando il principio della presunzione d’innocenza, il dato politico che emerge oggi è devastante.”
Così l’On. Giovanni Currò (M5S), già Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera nella XVIII Legislatura, interviene sul terremoto giudiziario che ha investito il progetto del Ponte sullo Stretto, richiamando e rilanciando la netta presa di posizione del leader del Movimento.
Un progetto fallato e forzato “Come ha ribadito con forza il nostro Presidente Giuseppe Conte, siamo di fronte all’ennesimo fallimento del Governo Meloni, un esecutivo che non ne azzecca una. L’inchiesta di queste ore non fa che confermare un quadro disastroso: avevamo già un progetto palesemente fallato e avevamo già denunciato le inaccettabili forzature procedurali tentate dal Governo per aggirare i sacrosanti rilievi della Corte dei Conti. Ora, a tutto questo, si aggiunge persino l’ombra inquietante della corruzione e dei tentativi di condizionamento dei giudici contabili per far passare a tutti i costi un’opera insostenibile.”
La priorità del Paese: recuperare i 13,5 miliardi L’On. Currò insiste sulla necessità di un radicale cambio di priorità, abbandonando definitivamente la “chimera” del Ponte: “Non è più tollerabile che 13,5 miliardi di euro, sottratti ai cittadini, restino congelati nel bilancio dello Stato. Quell’enorme mole di denaro deve essere recuperata immediatamente. La vera urgenza del Paese, oggi, è dirottare quelle risorse su ciò che serve davvero: sostegno alle famiglie, rilancio della sanità pubblica, aiuti concreti per le imprese e opportunità per i nostri giovani.”
Basta cantieri fantasma al Sud “Mentre a Roma si consumano manovre di palazzo per forzare l’approvazione di progetti vecchi e anacronistici, qui in Sicilia e in Calabria continuiamo a pagare il prezzo di questa paralisi. Con il nostro progetto progressista continueremo a lottare per infrastrutture vere e utili al territorio, liberando finalmente il Sud da questo eterno cantiere fantasma,” conclude Currò.
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