Un parco che è patrimonio di tutti: dei bambini, delle famiglie, degli anziani, degli sportivi. Di chi ha tempo e di chi va di fretta, di chi abita il quartiere e di chi lo raggiunge per poter respirare nel verde. Il Parco Uditore è prima di tutto della città: non è un affaire politico, non appartiene a nessuna fazione, solo a se stesso e a chi lo frequenta. Basta fare due conti: è un parco urbano e già il termine parla da sé; in linea d’aria gli spazi verdi più vicini sono le ville storiche, qualche giardino poco curato, il Foro Italico, o addirittura la Favorita, il resto è cemento. Perché allora non difendere e sostenere Parco Uditore? Se lo sono chiesto le centinaia di cittadini, adulti e bambini, le scuole (e non solo quelle del quartiere), le associazioni di categoria, i gruppi sportive, gli scout, l’Agesci: oggi si sono riversati nel parco urbano per dire un sonoro NO alla possibilità di una chiusura.


E chiedere alle istituzioni che qualcosa si muova, che gli immobili vengano riqualificati e venga reintegrato il contributo alla gestione: un sostegno trasversale, senza colori e senza partiti, che nasce dal basso, esattamente come il Parco. Ma immobilismo e silenzio spesso fanno più male delle azioni. “Dopo mesi di silenzio chiediamo un tavolo tecnico per portare avanti il Parco Urbano. 


Non riusciamo a portare avanti il progetto, chiediamo tempi certi per la riqualifica e un sostegno per la gestione, per i dipendenti” dice Piero D’Angelo, presidente della Cooperativa sociale Parco Uditore, e annuncia nuove azioni di maggiore impatto se continuerà il silenzio delle istituzioni. Intanto è partita una raccolta firme su change.org contro la chiusura del Parco. Legacoop Sicilia è scesa in campo a sostegno della cooperativa di giovani che nel 2012 ha creato il Parco di piazzale Einstein: per chiedere risposte alla regione Siciliana e soprattutto il reintegro del contributo ricevuto negli scorsi due anni, nell’attesa della riqualificazione delle strutture nel Parco che dovrebbero ospitare una fattura didattica e un caffè letterario. “Siamo qui per difendere il Parco, e i tanti ragazzi e ragazze del quartiere che si sono uniti in cooperativa per rendere vivo questo spazio che era stato dimenticato – dice Filippo Parrino, presidente di LegaCoop Sicilia che annuncia l’intenzione di impiantare un presidio stabile, notte e giorno, a difesa del Parco – Vi chiediamo di riconoscere la bellezza nata senza fondi pubblici”.


Appena apparso il primo messaggio in cui si ventilava la chiusura, i social di Parco Uditore sono stati inondati di messaggi di cittadini: la comunità riconosce non solo il luogo fisico, ma anche il modello di gestione alternativo partito dal basso. Parco Uditore è sempre stato un contenitore di esperienze, un luogo che accoglie soprattutto i più fragili come i bambini delle case famiglia; e un centro che promuove lo sport: da Parco Uditore è partito undici anni fa ParkRun Italia e ogni sabato alle 9 si rinnova il percorso di 4 km a cui chiunque può partecipare, contemporaneamente alle altre sedi. “Arrivano da tutto il mondo per partecipare a ParkRun Uditore – dice Giorgio Cambiano, country manager di ParkRun -, e adesso chiedono come aiutare e sostenere. Parco Uditore è talmente noto che esiste anche un modello brandizzato di calzettoni da running e Monopoly lo ha inserito nel gioco dedicato a ParkRun”.

Luogo: parco uditore, PALERMO, PALERMO, SICILIA

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