L’on. Lidia Adorno, del Movimento 5 stelle, ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore regionale alla Salute per chiedere chiarimenti e quali sono le prospettive riguardo alla riattivazione del progetto per la realizzazione di un Centro di protonterapia all’Azienda ospedaliera per l’emergenza “Cannizzaro” di Catania.
La protonterapia rappresenta una delle più avanzate forme di radioterapia oncologica, basata sull’impiego di fasci di protoni in grado di concentrare la dose di radiazioni sul tessuto tumorale, limitando significativamente l’esposizione dei tessuti sani circostanti. “Nel 2012 – ha osservato la parlamentare pentastellata – venne avviato un progetto finalizzato alla realizzazione all’Azienda ospedaliera per l’Emergenza “Cannizzaro” di Catania di un centro di protonterapia destinato a diventare un riferimento per l’intero Mezzogiorno. Il progetto prevedeva un investimento complessivo stimato in circa 112 milioni 200mila euro, con un supporto di oltre 29 milioni di contributi FESR, tra 37 e 40 milioni da fondi nazionali e regionali, 4 milioni deliberati dall’azienda ospedaliera.
Altri 32 milioni, invece, rappresentavano la quota prevista a carico del soggetto aggiudicatario dell’operazione, un privato investitore. Secondo le stime allora effettuate – ha aggiunto l’on. Adorno – la struttura avrebbe potuto trattare circa 1.600 pazienti l’anno, con un bacino di utenza potenzialmente esteso all’intero Sud Italia. La realizzazione del centro avrebbe potuto contribuire a ridurre il fenomeno della cosiddetta “mobilità sanitaria passiva”, evitando a numerosi pazienti siciliani e meridionali di dover affrontare lunghi e costosi viaggi verso strutture del Centro-Nord per accedere a trattamenti di protonterapia”. Nell’interrogazione presentata l’on. Adorno chiede se il Governo regionale intenda riattivare concretamente il progetto di un centro pubblico di protonterapia, inserendolo nella programmazione sanitaria regionale, magari valutando l’opportunità di realizzare il centro attraverso una partnership tra servizio sanitario pubblico, Università degli Studi di Catania, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e altri soggetti, anche privati, scientifici e sanitari interessati, garantendo tuttavia il pieno controllo pubblico sull’accessibilità e sulla programmazione sanitaria.
“Inoltre, è opportuno sapere – sottolinea la parlamentare pentastellata – se il Governo regionale voglia mantenere le aree originariamente individuate dal progetto, cioè all’interno del perimetro dell’Azienda ospedaliera “Cannizzaro” e se sia a conoscenza se quelle aree siano ancora disponibili e tuttora idonee alla realizzazione di un moderno centro di protonterapia”. E, ancora, l’on. Adorno conclude chiedendo se il Governo regionale intenda predisporre un nuovo progetto, procedendo a una nuova valutazione tecnico-economica aggiornata alle attuali tecnologie, ai costi di realizzazione e gestione e agli standard oggi richiesti per i centri di protonterapia, qualora il progetto originario non fosse più attuale.
Luogo: Palermo, Palazzo dei Normanni, PALERMO, PALERMO, SICILIA
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