Palermo 26 ottobre 2026 – La Filcams Cgil Palermo proclama lo stato di agitazione del personale del Consorzio Stabile Cmf, impiegato nell’appalto per le pulizie degli immobili degli assessorati regionali, gestito dalla centrale unica di committenza (Cuc). La Prefettura ha già convocato le parti il 29 per il tentativo di conciliazione.

Dai dati raccolti dal sindacato, si evince che circa il 70% del personale ha contratti inferiori alle 15 ore settimanali. La Filcams chiede la regolarizzazione delle posizioni non conformi al contratto collettivo nazionale di lavoro e incrementi effettivi dell’orario, adeguati alle necessità del servizio.

«È un’altra fotografia del lavoro povero: part-time involontario, precarietà economica e salari ingiusti – dichiarano Giuseppe Aiello, segretario generale Filcams Cgil Palermo e Manlio Mandalari, segretario provinciale con delega agli appalti –. Con il caro energia, il caro vita e il caro benzina, lavorare poche ore significa non riuscire a sostenere nemmeno le spese essenziali. Una condizione inaccettabile dentro un appalto pubblico».

Al centro della vertenza c’è il rapporto tra superfici da pulire, personale, ore assegnate e prestazioni previste dal disciplinare di gara. Il sindacato segnala un monte ore insufficiente, con conseguenze sui redditi, sui carichi di lavoro e sulla qualità del servizio.

«Occorre verificare – chiede la Filcams Cgil Palermo – che all’impegno economico della Regione, corrispondano tutte le prestazioni dovute. Se fossero remunerati servizi non integralmente resi, si porrebbe un problema di possibile utilizzo improprio del denaro pubblico, con eventuali responsabilità da accertare nelle sedi competenti».

La Filcams richiama anche i doveri di vigilanza del responsabile del procedimento (Rup) e del direttore dell’esecuzione del contratto (Dec). «Le criticità sono state segnalate già nei mesi scorsi. Chiediamo risposte sui controlli svolti e interventi concreti per garantire il rispetto del ccnl, della normativa e degli obblighi dell’appalto – concludono Aiello e Mandalari –. Servono più ore, retribuzioni adeguate e trasparenza: le risorse pubbliche devono garantire servizi efficienti e lavoro dignitoso e non generare lavoro povero».



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