La riforma degli enti locali approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana lascia una sensazione diffusa di insoddisfazione tra molti amministratori locali, come conferma Leonardo Spera, sindaco di Contessa Entellina e vicepresidente di Anci Sicilia.
“Non mancano elementi positivi – dichiara Leonardo Spera – La previsione del 40% di presenza femminile nelle giunte rappresenta un passo avanti importante. Così come l’aumento delle indennità per gli amministratori dei piccoli comuni, una battaglia che, come ANCI, abbiamo sostenuto con determinazione per restituire dignità istituzionale a chi governa territori complessi, in particolare nelle aree interne”.
“Tuttavia – prosegue Spera – l’autonomia speciale è una grande responsabilità. Proprio perché sono un autonomista convinto, ritengo che debba essere utilizzata per ampliare opportunità e rafforzare i Comuni, non per scaricare sui territori nuovi oneri o introdurre limitazioni rispetto alla normativa nazionale.”
Il riferimento è in particolare alla copertura dell’aumento delle indennità, che al momento resta a carico dei bilanci comunali, e alla disciplina del terzo mandato nei comuni tra 5 e 15 mila abitanti.
“Se non garantiamo coperture strutturali – aggiunge – rischiamo di indebolire enti già sottoposti a forti pressioni finanziarie. Le aree interne garantiscono equilibrio territoriale, coesione sociale e presidio istituzionale: una riforma attesa da anni avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per rafforzarle in modo concreto.”
“Difendere l’autonomia – conclude Spera – significa renderla realmente utile ai territori. L’autonomia speciale deve essere un valore aggiunto per la Sicilia, non un limite”.
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