“La recente conversione in legge del Decreto Fiscale (DL 38/2026) offre ai Comuni una straordinaria opportunità: deliberare l’adesione alla Rottamazione-quinquies per i tributi locali (IMU, TARI) e le entrate patrimoniali affidate all’Agente della Riscossione dal 2000 al 2023. Una misura che a Catania serve come l’ossigeno, sia per dare respiro ai contribuenti in difficoltà, sia per rimpinguare le casse di Palazzo degli Elefanti. Eppure, le notizie sui rallentamenti nella stesura del regolamento a causa di presunti timori di bilancio destano profonda preoccupazione”.

A dichiararlo è il Consigliere Comunale di Catania e capogruppo Mpa Orazio Grasso, che interviene con forza sul dibattito relativo all’adozione della definizione agevolata, la cui delibera consiliare va approvata e pubblicata entro il termine perentorio del 30 giugno 2026.

“Comprendo la prudenza tecnica degli uffici finanziari – spiega il Consigliere Grasso – ma non possiamo permettere che la burocrazia o un’errata interpretazione dei flussi di cassa paralizzino una scelta politica così strategica. È fondamentale ricordare che gran parte delle somme che verrebbero riscosse attraverso la Rottamazione-quinquies rientra in quei crediti di dubbia esigibilità (FCDE) che il Comune, con le procedure ordinarie, non avrebbe verosimilmente mai recuperato. Parliamo di residui attivi risalenti anche a molti anni fa, rimasti sulla carta ma virtualmente inesistenti per la cassa comunale”.

Secondo Orazio Grasso, l’adesione alla rottamazione non rappresenta “un rischio di perdita, bensì l’esatto contrario: un’occasione unica per monetizzare crediti incagliati, alleggerire il fondo crediti di dubbia esigibilità e ottenere liquidità immediata attraverso i piani di pagamento”.

“Chiedo all’Amministrazione e alla giunta – conclude il capogruppo Mpa – di adoperarsi immediatamente, accelerando i passaggi tecnici necessari per portare il regolamento in aula ben prima della scadenza di fine giugno. Rimanere a guardare significherebbe fare un danno doppio: privare i catanesi della possibilità di regolarizzare la propria posizione azzerando sanzioni e interessi in un momento economico ancora complesso, e privare il Comune di risorse fresche preziose per i servizi essenziali della città. Catania non può permettersi di perdere questo treno.”


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