Giugno è, ogni anno, il mese più affollato del calendario fiscale italiano. Nel 2026 la situazione non fa eccezione: l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’elenco completo degli adempimenti, che conta 92 voci in tutto, escludendo le grandi scadenze come IMU, modello 730 e rottamazione.
Un numero che riguarda categorie diverse di contribuenti, dalle famiglie con un immobile alle partite IVA, dai sostituti d’imposta agli operatori del commercio elettronico. Conoscere le date in anticipo è il modo più semplice per non incorrere in sanzioni.
1° giugno: affitti, bollo auto e prime scadenze di periodo
Il mese apre con una serie di scadenze in parte ereditate da fine maggio, slittate al primo giorno lavorativo utile. Chi deve registrare un contratto di affitto o versare l’imposta di registro ha tempo fino al 1° giugno, utilizzando il modello RLI per la trasmissione telematica. La procedura si completa attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate, con pagamento tramite modello F24 ELIDE per i contratti stipulati o rinnovatisi tacitamente con decorrenza 1° maggio 2026.
Nella stessa data cadono anche il bollo auto e il cosiddetto superbollo, quest’ultimo riservato ai veicoli con potenza superiore a 185 chilowatt. Il pagamento può avvenire tramite pagoBollo online (servizio ACI denominato Bollonet), i siti regionali che erogano il servizio, le Delegazioni ACI, i punti vendita Lottomatica e Mooney, Poste Italiane, le banche aderenti, oppure direttamente tramite l’app IO se la propria Regione ha attivato il servizio di notifica.
Per le partite IVA si aggiungono le comunicazioni all’Anagrafe Tributaria da parte degli operatori finanziari e gli adempimenti legati agli acquisti intracomunitari di enti non commerciali e agricoltori esonerati.
8 giugno: l’ultima chance per la Rottamazione-quater
Chi ha aderito alla Rottamazione-quater ha formalmente tempo fino al 31 maggio per pagare la rata, ma poiché quella data cade di domenica, si applicano i cinque giorni di tolleranza previsti dalla legge, spostando il termine effettivo all’8 giugno. Si tratta della dodicesima rata per i piani ordinari.
Il messaggio normativo è netto: chi paga in ritardo o in modo insufficiente perde definitivamente i benefici della definizione agevolata, con il debito originario che torna in piedi per intero. Non esistono proroghe ulteriori né margini di recupero dopo quella data.
16 giugno: la giornata più intensa del mese
La data centrale del mese è senza dubbio il 16 giugno. Per i proprietari di immobili diversi dalla prima casa, come seconde case, garage non pertinenziali, aree edificabili e capannoni, scade l’acconto IMU. Il calcolo si basa sulle aliquote e detrazioni dell’anno precedente, ed è possibile scegliere di pagare tutto in un’unica soluzione, anticipando anche il saldo di dicembre.
Sempre il 16, imprese e professionisti devono versare l’IVA mensile, le ritenute fiscali sui dipendenti e sui collaboratori, i contributi INPS per il lavoro dipendente e la Gestione Separata. Chi gestisce piattaforme di locazioni brevi versa le ritenute sulle locazioni; chi lavora con società estere nell’UE ha obblighi legati allo split payment e alla Tobin Tax. Quest’ultima riguarda banche, società fiduciarie, imprese di investimento e tutti i soggetti che intervengono nelle transazioni finanziarie sui mercati regolamentati, con versamento tramite modello F24 attraverso i codici tributo 4058, 4059 e 4060.
Sul fronte dei sostituti d’imposta, il 16 giugno scade anche la nuova modalità semplificata del Modello 770, introdotta dal D.Lgs. n. 1/2024 “Decreto Adempimenti”: i sostituti d’imposta che hanno scelto questa opzione devono provvedere all’invio del prospetto dei dati aggiuntivi tramite F24/770 e contestualmente al versamento delle ritenute operate nel mese precedente.
Per i contribuenti che versano i contributi alla Gestione Separata INPS, il 16 giugno è il termine per i committenti che nel mese precedente hanno corrisposto compensi a collaboratori iscritti. L’obbligo riguarda collaboratori occasionali oltre i 5.000 euro annui, venditori porta a porta, co.co.co., assegnisti, dottorandi e soci-amministratori assoggettati a contribuzione. Il versamento avviene esclusivamente con F24, con causale CXX per i non pensionati senza altra copertura previdenziale, oppure C10 per i soggetti già pensionati o assicurati altrove.
25 giugno: gli elenchi Intrastat per chi opera nell’UE
Il 25 giugno scadono gli elenchi Intrastat mensili per chi commercia con altri Paesi dell’Unione Europea. L’obbligo riguarda operatori con partita IVA che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi verso soggetti passivi stabiliti in altri Stati membri, superando le soglie previste dalla normativa doganale.
30 giugno: il giorno più pesante per famiglie e imprese
Il 30 giugno è l’altra grande data da segnare sul calendario. Per la maggior parte dei contribuenti persone fisiche e delle imprese, è il termine per versare quanto risulta dalla dichiarazione dei redditi: saldo delle imposte 2025 e primo acconto per il 2026. Sono coinvolti IRPEF, IRES, IRAP, addizionali regionali e comunali, cedolare secca sugli affitti e contributi previdenziali collegati al reddito.
Chi non riesce a rispettare questa data può comunque pagare entro i 30 giorni successivi, con una piccola maggiorazione. Per alcune categorie, tuttavia, esiste una deroga più ampia: contribuenti con partita IVA soggetti agli ISA (gli ex studi di settore), i forfetari e i contribuenti in regime di vantaggio possono rinviare i versamenti al 20 luglio senza maggiorazioni.
Sempre il 30 giugno scade anche la dichiarazione IMU per le variazioni del 2025 che il Comune non può conoscere automaticamente: agevolazioni particolari, esenzioni, cambi di destinazione d’uso. Non riguarda tutti i proprietari, ma solo chi ha situazioni che il fisco non riesce a vedere dalle banche dati.
Per il commercio online transfrontaliero, il 30 giugno è il termine per la trasmissione telematica della dichiarazione IVA IOSS, che riguarda i soggetti iscritti allo Sportello unico per le importazioni per le vendite a distanza di beni importati in spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 euro. Entro lo stesso termine va versata l’IVA relativa a tali vendite diventata esigibile nel mese precedente, attraverso il Portale Oss dell’Agenzia delle Entrate.
Gli intermediari delle locazioni brevi, dalle agenzie ai portali online, devono comunicare all’Anagrafe Tributaria i dati di tutti i contratti conclusi nel 2025. Stessa data per il Libro unico del lavoro e per chi deve registrare i collegamenti tra i sistemi di cassa elettronici e i terminali POS installati ad aprile.
Quest’ultimo adempimento, il collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico e gli strumenti di certificazione dei corrispettivi, si effettua tramite l’apposita funzionalità del portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.
Un riepilogo rapido per orientarsi
In sintesi, le quattro date da ricordare per quasi tutti sono: 1° giugno per affitti e bollo auto; 8 giugno per la rottamazione; 16 giugno per IMU, IVA e contributi INPS; 30 giugno per il saldo IRPEF e il primo acconto. Tutto il resto dipende dalla propria situazione specifica: operatori con Intrastat, intermediari di locazioni brevi, sostituti d’imposta e chi vende online hanno ciascuno una colonna aggiuntiva da gestire.






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