Sabato 28 febbraio alle ore 9.00 nella Sala Auditorium “Concetto Marchesi” del Palazzo della Cultura di Catania
“Norme in materia di ordinamento giudiziario e di istituzione della Corte disciplinare” è il titolo del testo di legge della riforma costituzionale su cui, tra meno di un mese, i cittadini saranno chiamati ad esprimersi attraverso uno degli strumenti più diretti previsti dalla Costituzione, il referendum.
Un referendum costituzionale confermativo che interviene su uno dei sistemi più complessi e, allo stesso tempo, più centrali per la vita democratica del Paese: il sistema giudiziario.
La giustizia, quindi, diritti, garanzie, fiducia nelle istituzioni, equilibrio tra i poteri dello Stato.
Per favorire un dibattito serio e approfondito su un tema di così grande rilevanza, Grande Sicilia e il Mpa hanno promosso un congresso dal titolo “La separazione delle carriere. Verso il referendum, decidere con consapevolezza”, in programma sabato 28 febbraio alle ore 9.00 nella Sala Auditorium “Concetto Marchesi” del Palazzo della Cultura di Catania.
Ad aprire i lavori sarà Pina Alberghina, coordinatrice Mpa Catania. Seguiranno i saluti istituzionali del Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, del sindaco di Catania Enrico Trantino e del presidente della Camera Penale di Catania “Serafino Famà”, Francesco Antille.
Il dibattito metterà a confronto le ragioni della riforma, tra obiettivi e benefici della proposta referendaria, e le criticità evidenziate da chi si oppone. Un confronto affidato a relatori di alto profilo accademico e istituzionale, tra cui Ida Angela Nicotra (Ordinario di Diritto Costituzionale, Università di Catania), Luciano Violante (Presidente Emerito della Camera dei Deputati), Andrea Reale (Giudice della Corte di Appello penale di Catania, componente direttivo centrale ANM), Tommaso Rafaraci (Ordinario di Diritto Processuale Penale, Università di Catania) e Massimo Russo (magistrato).
Le conclusioni saranno affidate ad Antonio Scavone, portavoce Grande Sicilia Mpa. A moderare il dibattito Mario Barresi, vicedirettore de La Sicilia.
«La scelta che tutti noi siamo chiamati a compiere non è solo e prettamente tecnica, come da tanti evidenziato», dichiara Pina Alberghina.
«È una scelta che investe principi fondamentali come l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, il rapporto tra accusa e difesa, quindi tra magistratura giudicante e requirente, ed è proiettata a quello che potrebbe essere in futuro un nuovo modello della giustizia italiana».
«Per queste ragioni abbiamo ritenuto doveroso promuovere un dibattito pubblico, un momento di confronto tra le ragioni del sì e del no», prosegue Alberghina.
«Un approfondimento affidato a voci competenti, con l’obiettivo di offrire uno spazio di confronto aperto e rispettoso di entrambe le posizioni e, al tempo stesso, favorire una scelta libera e informata da parte dei cittadini».
Un appuntamento pensato per informare. Per ascoltare. Per comprendere meglio una riforma che tocca l’assetto della giustizia e, con esso, l’equilibrio democratico del Paese.
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