Palermo 27 aprile 2026 – “Non si può morire di lavoro”. Per dare seguito alla mobilitazione unitaria sul tema della sicurezza dei lavoratori, scattata a seguito del grave incidente sul lavoro dello scorso 10 aprile, in cui sono morti i due operai Daniluc Tiber e Naiahi Jaleleddine, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per domani, martedi 28 aprile, un’assemblea pubblica degli Rls e degli Rlst, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, in piazza Indipendenza, con concentramento alle ore 15 davanti a palazzo d’Orleans.
L’iniziativa si svolge nella Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Con l’assemblea, i sindacati chiedono di mantenere alta l’attenzione per ribadire che la sicurezza non è “un dettaglio burocratico” ma una condizione essenziale del lavoro e che morire di lavoro non è “una fatalità inevitabile”.
“La sede della presidenza della Regione è il luogo prescelto per questa manifestazione, proprio perché si ritiene che sull’argomento la Regione siciliana sia indietro sia in termini di investimenti che sulla prevenzione degli infortuni e la repressione del lavoro nero e irregolare – dichiarano i segretari generali di Cgil Palermo, Cisl Palermo Trapani e Uil Sicilia Mario Ridulfo, Federica Badami e Luisella Lionti – Gli ultimi incidenti sul lavoro, in particolare quanto è accaduto in via Ruggero Marturano, sono paradigmatici di un modello economico fondato sulla diffusione del lavoro nero e sulla prevenzione non attuata, se è vero, come sembra da quanto emerso, che i due operai non erano messi in regola. Un sistema fondato sulla compressione dei costi per il lavoro e sull’assenza di una struttura organizzativa di qualità delle aziende, che operano sapendo che difficilmente verranno controllate e sanzionate”.
Le segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil supporteranno la manifestazione. A partire da questa assemblea pubblica, le organizzazioni sindacali annunciano che rivendicazioni e protesta saranno portate avanti fino a quando la Regione non adeguerà gli organici dei servizi di prevenzione dello Spresal e dell’Ispettorato del Lavoro, che da anni operano in carenza di personale. “Un altro sintomo di disinteresse da parte della Regione – aggiungono Ridulfo, Badami e Lionti – è il fatto che da due anni non viene convocato il comitato regionale di coordinamento previsto dal decreto legislativo 81 del 2008, che ha il compito di coordinare tutti i soggetti che hanno un ruolo nella gestione della sicurezza e nella e prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. La Sicilia è una delle prime per morti sul lavoro e anche una delle prime per incidenza degli infortuni sui lavoratori occupati”.
All’assemblea partecipano Rls dei vari settori produttivi della città: gli edili, i metalmeccanici, il terziario privato, il comparto pubblico, la scuola, i trasporti, il settore energetico. Nei giorni scorsi si sono svolte le assemblee nei luoghi di lavoro. “Il problema della sicurezza coinvolge più settori produttivi e sarà occasione per aprire un dibattito pubblico in cui interverranno i rappresentanti dei lavoratori oltre ai dirigenti sindacali delle tre sigle – aggiungono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – Tutte le categorie di lavoratori in modo trasversale chiedono che la tutela della vita di chi esce da casa per andare a lavoro abbia la priorità. Sul tema della sicurezza bisogna coinvolgere tutta la città, le istituzioni e tutti coloro che sul tema della salute e della tutel
a hanno una grande responsabilità. Si agisca ora in modo sinergico, il sindacato unitario lo chiede a gran voce”.
Al termine dell’assemblea, Cgil, Cisl, Uil chiederanno di essere ricevuti per consegnare una piattaforma sulle attività che ritengono vadano messe in campo per garantire sicurezza nei cantieri, prevenzione e la repressione del lavoro nero e irregolare.



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