Spett.le Società Pegaso Security Coras Spa

Gruppo TDN Holding

Spett.le Società Pegaso Security Spa

Spett.le Società ETNA POLICE srl

Ministero dell’Interno

Dipartimento della Pubblica Sicurezza

Prefettura di Catania

Dipartimento del lavoro, dell’impiego, dell’orientamento,

dei servizi e delle attività formative Regione Siciliana

Ispettorato Territoriale del Lavoro Catania-Servizio XVIII

Lavoratori loro Sedi

Mezzi d’Informazione loro sedi


Nel 2024 la proprietà della società Etna Police Srl comunica, senza alcun preavviso e senza il minimo rispetto delle norme sulla consultazione sindacale, la cessione dell’azienda alla Pegaso Security Spa.

Una transizione gestita in maniera opaca, ignorando deliberatamente le Organizzazioni Sindacali presenti con propri iscritti in azienda, ed impedendo un confronto utile a garantire una transizione ordinata e la tutela dei diritti dei lavoratori.

Come O.S. SINALP, per mezzo del Dirigente Regionale Andrea Tomarchio, abbiamo immediatamente denunciato la cessione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania.

Questo ha permesso di ottenere un incontro con la nuova proprietà per tentare di rimediare a quella che definimmo fin da subito “una falsa partenza” arrogante e irrispettosa dei diritti dei lavoratori.

Le spiegazioni ricevute in quell’occasione, così come le promesse di collaborazione, si sono rivelate fin dal primo momento fragili, vaghe e prive di un vero progetto industriale.

Il settore della vigilanza privata, dichiara il Segr. Regionale SINALP Andrea Monteleone, non è un comparto marginale.

In Sicilia, come nel resto d’Italia, le guardie giurate svolgono un ruolo cruciale per la sicurezza di banche, tribunali, ospedali, aeroporti, aziende strategiche, infrastrutture sensibili e persino della pubblica amministrazione.

Questi professionisti lavorano spesso in turni massacranti, con rischi concreti per la propria incolumità, eppure, grazie a chi ha sottoscritto i CCNL della categoria, dichiara il Dirigente Andrea Tomarchio, percepiscono salari che raramente superano i 1.200 euro netti al mese, a fronte di responsabilità enormi.

Quando un’azienda del settore entra in crisi, non si mette in pericolo soltanto un posto di lavoro, ma si rischia di compromettere la sicurezza di intere comunità.

Ecco perché operazioni societarie come quella Pegaso–Etna Police meritano la massima attenzione da parte delle istituzioni.

Dopo il passaggio dei lavoratori di Etna Police srl a Pegaso Security Spa, i problemi sono esplosi con stipendi pagati in ritardo, spesso in due rate, errori gravi nelle buste paga, con trattenute e calcoli errati, causando una crescente incertezza sul futuro occupazionale di circa 400 lavoratori.

Ogni crisi veniva minimizzata dal vertice aziendale, in particolare da Carlo De Nigris, con dichiarazioni ottimistiche su ristrutturazioni in corso e acquisizioni di altre società.

Ma le visure camerali e le inchieste giornalistiche raccontano un’altra storia.

Dietro Pegaso Security c’è la AN Holding Gruppo De Nigris Srl, con una galassia di società che da quanto appreso da fonti giornalistiche e dai lavoraotri interessati, anch’esse in difficoltà economica e organizzativa.

Dall’analisi emergono operazioni societarie che destano più di un leggittimo dubbio come la nascita di Altair Security Spa con sede a Roma, a cui sembrerebbe siano stati trasferiti i servizi di vigilanza armata e non armata, la creazione di Pegaso Security Coras Spa come “nuovo contenitore” operativo, oltre ad un arcipelago di società satellite (Pegaso Security Tecnologie Srl, Pegaso Security Network Srl, Pegaso Security Investigazioni Srl, Pegaso Tecnologie Srl, Centro Sicurezza Srl), tutte formalmente dedicate a settori complementari, ma con risultati operativi poco chiari e mai spiegati alle parti sociali.

Il 5 giugno 2025 il Tribunale di Milano dispone la liquidazione giudiziale (ex fallimento) della Pegaso Security Spa.

Parallelamente, la società chiede un concordato preventivo, predisponendo, di fatto, il classico “scarica barile” finanziario probabilmente per spostare asset e responsabilità.

Come se non bastasse, il 30 aprile 2025 il quotidiano La Stampa riporta che in varie province italiane – tra cui Nuoro, Sassari, Cagliari e Foggia – le licenze di operare come istituto di vigilanza sono state sospese. In altre (Bari, Trento, Bolzano, Brindisi, Avellino, Benevento e Caserta) sospese e poi reintegrate, con inevitabili ricadute anche in Sicilia.

Il SINALP è stato l’unico sindacato a denunciare, fin dalla cessione di Etna Police srl, con forza, la gestione caotica di questa transizione e a tutelare i lavoratori, offrendo assistenza sindacale e legale.

Abbiamo inoltrato denunce agli organi competenti, richiesto tavoli di crisi, sollecitato Prefetture e Ministero dell’Interno affinché si faccia chiarezza sulla solidità economica del gruppo, sulla tutela occupazionale dei dipendenti, e sul rispetto delle voci contrattuali previste nel CCNL

I lavoratori hanno il diritto di conoscere il proprio futuro e di veder rispettati i propri contratti. Non si può continuare a giocare con la vita di centinaia di famiglie e con la sicurezza pubblica.

Il SINALP chiede l’intervento urgente del Ministero dell’Interno per verificare la sussistenza dei requisiti operativi, il controllo degli Ispettorati del Lavoro sul rispetto delle normative contrattuali e previdenziali e chiarmente la tutela immediata degli stipendi e delle competenze maturate.

Siamo certi che le istituzioni non resteranno in silenzio, ed il SINALP nel caso perdurasse questa vergognosa ambiguità aziendale, è pronto a portare la questione davanti alle autorità giudiziarie e alla stampa nazionale.

La Direzione Regionale Sinalp


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