Palermo 10 giugno 2026 – Fiom Cgil e Fim Cisl e le rsu aziendali di Sispi confermano lo sciopero di 8 ore di venerdì 12 giugno e il blocco totale degli straordinari e della reperibilità per 30 giorni. Un sit in si terrà alle ore in via IV aprile, sotto palazzo Palagonia, ore 9.30, sede istituzionale del sindaco. “Lo sciopero è un diritto e lo abbiamo proclamato nel rispetto della legge a difesa del posto di lavoro di tutti i dipendenti e del futuro della Sispi”, dichiarano i segretari provinciali di Fim Cisl e Fiom Cgil Antonio Nobile e Francesco Foti con la Rsu Sispi Giuseppe Di Giorgi, Giuseppe Velardi e Antonio Flaccomio.
I sindacati hanno inviato alla Sispi una nota in cui ricordano che le funzioni dei lavoratori in sciopero e in blocco di straordinari non possono essere svolte da soggetti esterni come consulenti o fornitori vari, in sostituzione dei dipendenti. E che che tale ipotesi si configurerebbe come “attività antisindacale”, con la diffida a intraprendere azioni in tal senso.
E oggi si è svolta la conferenza dei capigruppo di maggioranza e opposizione convocata dal presidente del Consiglio comunale a palazzo Comitini, alla presenza dei sindacati, dell’assessore Ferrandelli e dei vertici di Sispi.
Sono state approfondite le difficoltà relative alla tenuta economica della società, come emerso anche dalla relazioni del collegio sindacale, dell’ufficio del controllo analogo e del ragioniere generale del Comune. Ed è stata espressa la volontà di un aggiornamento a stretto giro per individuare delle soluzioni.
“La conferenza si è riservata di fare un approfondimento sulle criticità del bilancio dell’azienda, è stato confermato il blocco delle assunzioni a 15 unità (ne erano previste altre 20) e l’amministrazione ha rivendicato le esternalizzazioni già effettuate – aggiungono Fim e Fiom – Non è stata avanzata alcuna proposta né è stato messo nulla nero su bianco. Quindi confermiamo lo sciopero e confidiamo in una nuova convocazione. La nostra richiesta, in vista dell’approvazione del nuovo piano 2026-2028, è che sia modificato il piano industriale, senza i tagli annunciati, e approvato in giunta. Azzerare le esternalizzazioni è la nostra principale richiesta”.
Con l’esternalizzazione avviata col piano 2025-2027, è stato dirottato il 70 per cento dei fondi già assegnati alla Sispi, riservando all’interno solo il 30 per cento dei nuovi progetti tecnologici. Le cifre sono riferite al 2025. Quest’anno, alla Sispi zero, non è stato assegnato nessun progetto” .
Fim e Fiom hanno chiesto l’intervento del Consiglio comunale in merito alla gravissima vertenza che sta colpendo la società in house Sispi e i suoi dipendenti.
“Il Consiglio comunale ha sempre dimostrato massima centralità e responsabilità nei confronti della partecipata, da ultimo approvando il rinnovo di 9 anni del contratto di servizio che affida a Sispi la conduzione tecnica e i “nuovi sviluppi” informatici del Comune. Tuttavia, l’esito dell’ultimo tavolo tecnico con l’amministrazione ha fatto emergere una profonda e inaccettabile incoerenza tra l’indirizzo politico espresso dalle istituzioni e l’azione gestionale ed amministrativa messa in atto dal direttore generale della partecipata. Nello specifico, il direttore generale ha confermato la scelta unilaterale di dirottare all’esterno il 70 per cento dei nuovi progetti tecnologici (pari a circa 12 milioni di euro residui dei fondi Pon Metro Plus), senza fornire alcuna reale o documentata motivazione tecnica ed economica che escluda Sispi. Questa decisione svuota nei fatti il piano industriale 2025-2027 e mina la sopravvivenza stessa della società”.
“Con tale scelta – precisano Fim e Fiom – è a rischio la tenuta economica della società in quanto i ‘nuovi sviluppi’, pur non avendo natura strutturale, sono l’unico ponte finanziario provvisto di margini in grado di proteggere i conti di Sispi nei prossimi anni, a fronte dei pesanti tagli sul contratto di servizio ordinario imposti dal Piano di Riequilibrio. Questa sottrazione di commesse sta generando il blocco delle assunzioni, definito ‘non influente’ dall’amministrazione ma vitale per noi per gestire il fisiologico turn-over del personale in uscita e mantenere inalterata la capacità produttiva pubblica. L’amministrazione si è limitata a dichiarare che per l’anno in corso non ci sono problemi di tenuta, dimostrando una miopia gestionale che mette una seria ipoteca sul futuro tecnologico di Palermo e sulla sicurezza dei dati dei cittadini, che verrebbero gestiti per il 70 per cento da privati senza il dovuto ‘controllo analogo’”.
A fronte di tale stallo, e per difendere il futuro dei lavoratori, le organizzazioni sindacali confermano lo sciopero del 12 giugno.

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