Si chiude con un bilancio straordinario di partecipazione ed innovazione scientifica la nuova edizione del congresso “Hands on Heart 2026” che ha trasformato Palermo nel punto di riferimento per la cardiologia nazionale all’interno della prestigiosa cornice del Grand Hotel Piazza Borsa. L’evento, organizzato con il supporto di Biba group in veste di provider e segreteria organizzativa, ha rinnovato una tradizione fondamentale di formazione e confronto per l’intera comunità medica cardiologica italiana.

Il congresso è stato coordinato dal responsabile scientifico Ignazio Maria Smecca, direttore dell’UOC di UTIC con Cardiologia dell’ARNAS Civico di Palermo, e ha preso vita dal lavoro sinergico dell’équipe medica dell’UO con il supporto della Direzione strategica e del Comitato scientifico. Il format, dinamico e fortemente interattivo, ha affiancato alle sessioni plenarie una serie di minicorsi pratici e laboratori di simulazione (percorsi hands-on) incentrati sull’intero continuum assistenziale del paziente cardiopatico.


L’evento ha accolto il saluto dell’Assessorato regionale della Salute, del Comune di Palermo, dell’Ordine dei Medici, della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e della Direzione strategica dell’ARNAS Civico di Palermo. Una partecipazione corale che ha sancito il valore di “Hands on Heart” quale momento fondamentale di confronto, formazione e condivisione tra mondo clinico, istituzioni e territorio. 

“Sono particolarmente felice ed orgoglioso di avere ripreso questa iniziativa scientifica che nel corso degli anni ha rappresentato un momento di formazione significativo per la comunità cardiologica. – ha dichiarato a chiusura dei lavori Smecca – Questa edizione ha assunto il significato profondo della ripartenza nel segno della continuità ed è il frutto del lavoro straordinario di tutta la mia équipe dell’Arnas Civico. La cardiologia moderna si sta proiettando verso una realtà diversa: dobbiamo superare la visione del singolo organo, sia esso cuore, polmone o rene, per guardare alla medicina come ad un sistema integrato in cui fondere e condividere competenze diverse. Questo approccio, insieme all’intelligenza artificiale, rappresenta il vero futuro della nostra disciplina”.


Il momento centrale dell’evento è stato rappresentato dalla V Convention delle UTIC siciliane. Nata nel 2012, la convention si conferma un simbolo fondamentale di collaborazione e crescita condivisa per la rete dell’emergenza cardiologica regionale, un tema centrale per Smecca in quanto cardiologo intensivista.

L’alto valore metodologico dell’evento è stato rimarcato dalla vice presidente nazionale ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) Giovanna Geraci: “Questi incontri sono occasioni preziosissime di scambio. Il dott. Smecca ha avuto la brillante idea di partire dai casi clinici in quasi tutte le sessioni, una scelta utilissima per stimolare la discussione e formare i colleghi più giovani. Come ANMCO, che riunisce oltre 6mila iscritti in tutta Italia con una presenza capillare, riteniamo fondamentale il continuo confronto con il decisore pubblico per tradurre l’evidenza scientifica in percorsi organizzativi sanitari efficienti a risposta dei bisogni dei pazienti”. 

Le giornate palermitane sono state anche la vetrina per il lancio ufficiale dello studio SPARTAN-CKD, una rilevante indagine epidemiologica che unisce Sicilia e Calabria con oltre 100 centri partecipanti. Il direttore di Struttura complessa di Cardiologia Ospedale “Garibaldi-Nesima” di Catania Michele Gulizia, coordinatore dello studio, ha spiegato: “L’obiettivo è identificare i markers precoci dello sviluppo del continuum cardiovascolare e cardio-nefro-metabolico. Ammalarsi di cuore significa spesso andare incontro ad una sofferenza renale ed epatica, e viceversa. Identificare precocemente i pazienti a rischio significa evitare che si ammalino, salvando vite ed ottimizzando le risorse del sistema sanitario”.


Sul fronte dell’evoluzione tecnologica, il senior consultant in Cardiochirurgia e responsabile del programma di cardiochirurgia mininvasiva e robotica dell’ISMETT di Palermo Francesco Musumeci ha tracciato la rotta della chirurgia mini-invasiva del futuro: “Innovazione e IA sono già realtà in sala operatoria. L’idoneità del nuovo robot Da Vinci per la cardiochirurgia permetterà presto di operare sul cuore attraverso quattro micro-accessi di pochi millimetri, riducendo drasticamente il trauma per il paziente. All’ISMETT lavoriamo come un laboratorio di ricerca avanzata proprio per anticipare i tempi della robotica autonoma guidata dall’IA sia nella cardiochirurgia che nel campo dei trapianti”.

Infine, il direttore della Struttura complessa di Cardiologia presso la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia Leonardo De Luca ha illustrato la vera e propria “rivoluzione copernicana” emersa dai trial clinici degli ultimi vent’anni sulla gestione della cardiopatia ischemica cronica: “I dati dimostrano che l’estensione dell’ischemia non impatta sugli esiti prognostici quanto, invece, l’estensione della malattia arteriosa coronarica, ovvero la presenza di placche. In termini pratici, la priorità oggi è cercare precocemente le placche aterosclerotiche ed intervenire tempestivamente con gli straordinari strumenti farmacologici che abbiamo a disposizione per prevenire gli eventi cardiovascolari ed evitare che diventino invalidanti”.


Particolarmente entusiasmante, nella terza e conclusiva giornata dei lavori, è stata inoltre la straordinaria sessione dedicata alle cardiomiopatie, molto apprezzata dalla platea e caratterizzata da un confronto di altissimo profilo scientifico. Per la prima volta, infatti, il congresso ha riunito attorno allo stesso tavolo alcuni dei maggiori esperti nazionali e internazionali del settore, mettendo a confronto competenze e prospettive differenti: dalla genetica alla risonanza magnetica cardiaca, dall’anatomia patologica alla pratica clinica. Un approccio multidisciplinare che ha consentito di affrontare le cardiomiopatie nella loro complessità, confermando l’importanza di una medicina sempre più integrata e condivisa.

Con una faculty di esperti di primissimo piano e tre giornate intense di sessioni teorico-pratiche, “Hands on Heart 2026” si congeda così da Palermo avendo ridefinito le priorità cliniche e i modelli di integrazione della cardiologia del futuro.

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